Archivi giornalieri: 26 Marzo 2018

Tecnologia blockchain e collaborazione a un’infrastruttura anti-contraffazione di nuova generazione: il concorso Blockathon UE 2018

Tecnologia blockchain e collaborazione a un’infrastruttura anti-contraffazione di nuova generazione: il concorso Blockathon UE 2018

 

L’Unione Europea è ricca di risorse intellettuali: creatività, innovazione e spirito imprenditoriale sono alla base della sua crescita. I settori che fanno un uso intensivo di diritti di proprietà intellettuale (DPI) contribuiscono per il 42% al PIL della UE e sono all’origine, diretta o indiretta, del 38% dei posti di lavoro. Le violazioni dei DPI, sotto forma per esempio della contraffazione e pirateria, danneggiano sensibilmente la crescita nell’UE in quanto costano 90 milioni di EUR l’anno alle imprese operanti nella legalità , con una perdita in termini di occupazione pari a circa 800.000 posti di lavoro durante lo stesso periodo.

Spesso i consumatori non sono in grado di capire se un prodotto sia autentico oppure no. Nel 2017, il 10% dei consumatori della UE, ossia circa 43 milioni di cittadini, è stato indotto con l’inganno ad acquistare un prodotto falso invece di uno autentico. È una cifra corrispondente alle popolazioni di Belgio, Bulgaria, Irlanda, Grecia e Portogallo messe insieme. Oltre il triplo — il 35%, ossia 150 milioni di persone complessivamente — si è posto il dubbio se il prodotto acquistato fosse autentico o un falso [1].

Sono già numerosi gli strumenti, le tecnologie e le procedure che contribuiscono alla lotta contro la contraffazione verificando l’autenticità dei prodotti e monitorando la catena di approvvigionamento. Tra questi vi sono le tecnologie sulla tracciabilità, l’identificazione tramite radiofrequenza, i controlli doganali e le banche dati specializzate, come l’Enforcement Database dell’EUIPO. Tuttavia, tali sistemi sono frammentati e funzionano spesso a compartimenti stagni, circostanze queste che le organizzazioni criminali sfruttano a proprio vantaggio

L’EUIPO, per il tramite dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e in collaborazione con la Commissione europea, indice oggi un concorso mondiale: il primo Blockathon UE in assoluto, che si svolgerà a Bruxelles dal 22 al 25 giugno 2018.

Scopo del concorso Blockathon è riunire i migliori programmatori e le migliori menti creative per liberare il potenziale della tecnologia blockchain e creare congiuntamente una soluzione integrata per la lotta alla contraffazione.

Squadre di programmatori, esperti di blockchain e parti interessate sono invitati a partecipare al concorso, che mette in palio un premio di 100.000 EUR, ed a lavorare per un mondo migliore, anche in termini di sicurezza, dando alle autorità preposte all’applicazione delle normative ed al contrasto i mezzi per individuare rapidamente i falsi e le attività criminali, aiutando le imprese operanti nella legalità a tutelare i propri beni aziendali e mettendo a disposizione dei consumatori gli strumenti per operare scelte consapevoli e reali.

Il Direttore esecutivo dell’EUIPO, António Campinos, ha dichiarato:

L’EUIPO è fermamente intenzionato a esplorare il potenziale della tecnologia blockchain in termini di collegamento di sistemi e garanzia della sicurezza e inalterabilità dei dati condivisi, allo scopo di instillare fiducia nel nostro ecosistema operante nella legalità, a vantaggio dei cittadini, delle autorità di contrasto e delle imprese. Siamo convinti che sia possibile dare vita a un’alleanza basata su stretti contatti in rete per rendere sicura la logistica, garantire l’autenticità dei prodotti, tutelare i consumatori e contrastare le attività illegali e criminali.

 

Proprietà intellettuale, lo Studio GLP tra le eccellenze mondiali nella guida WTR 1000

Per il terzo anno consecutivo la realtà di Udine riconosciuta ai vertici internazionali per consulenza e questioni transnazionali. «Il risultato di un impegno costante al sostegno dell’innovazione», affermano i co-managing partner Davide e Daniele Petraz

 

Una realtà friulana nell’olimpo mondiale degli studi che si occupano di proprietà intellettuale. Lo Studio GLP per il terzo anno consecutivo è stato inserito nella prestigiosa guida WTR 1000 pubblicata dalla rivista Word Trademark Review. Nella guida WTR lo studio friulano viene definito dai propri clienti in anonimato come “noto per gli approfondimenti strategici incisivi, per la consulenza particolarmente mirata e una risoluta gestione dei diritti” nonché “controparte eccellente nelle questioni transnazionali”. Punto di riferimento internazionale, la pubblicazione è il frutto di una ricerca approfondita e obiettiva che prende in analisi oltre 1.500 professionisti di 70 diverse giurisdizioni.

«È decisamente il frutto dell’impegno costante che poniamo nel campo della proprietà intellettuale», afferma Davide Petraz, co-managing partner dello Studio GLP al quale il WTR 1000 ha riconosciuto in modo particolare competenze tecniche e strategiche inserendolo tra i migliori mille professionisti a livello mondiale del settore dei marchi e – in modo specifico – nella categoria “Prosecution & Strategy”. «È un risultato che, oltre a renderci orgogliosi, ci spinge ancora a migliorare. Il nostro settore necessita infatti di aggiornamenti continui e di una propensione verso l’innovazione e la sua tutela che vogliamo trasmettere ai nostri clienti, al territorio e ai giovani. Siamo infatti fermamente convinti che l’innovazione debba non solamente essere il motore delle aziende che vogliono crescere e svilupparsi, ma debba anche essere parte integrante del percorso formativo dei giovani, non tanto come materia di studio, quanto come mentalità improntata verso il futuro».

In Italia, come del resto anche rilevato dalla guida WTR 1000, è in corso una lenta rivoluzione culturale. «Il tema della proprietà intellettuale, dell’importante ruolo che il deposito di brevetti e marchi ha per la crescita economica, si sta sviluppando», aggiunge Daniele Petraz, co-managing partner dello Studio GLP. «Da una tutela dei prodotti che garantiscono già una redditività, gli imprenditori stanno iniziando a ragionare sulla gestione della proprietà industriale in termini finanziari ed economici. È stato l’ICC, ovvero la Camera di Commercio Internazionale, ha mettere in evidenza che – a parità di condizioni – un’invenzione brevettata ha un valore economico doppio rispetto ad una non brevettata. Come Studio GLP supportiamo la crescita delle aziende e, di conseguenza, dello sviluppo».

La guida WTR 1000 ha riconosciuto in modo particolare competenze tecniche e strategiche inserendolo tra i migliori mille professionisti a livello mondiale del settore dei marchi e – in modo specifico – nella categoria “Prosecution & Strategy”.

Yemen: più di 5.000 bambini hanno perso la vita o sono rimasti feriti

Yemen: Save the Children, a 3 anni esatti dall’inizio dell’escalation del conflitto più di 5.000 bambini hanno perso la vita o sono rimasti feriti, 5 al giorno; 1,9 milioni di minori non vanno a scuola, 4 milioni sono sull’orlo della carestia e 11 milioni hanno bisogno di aiuti umanitari. L’appello dei bambini e ragazzi yemeniti: “Andiamo a dormire con il rumore degli aerei da guerra sopra le nostre teste, siamo innocenti, non dimenticateci”

A Roma un parco giochi si trasforma in uno scenario bellico, con un kalashnikov gigante, trincee e segnali antimine tra gli sguardi attoniti dei bambini: è l’installazione a forte impatto visivo realizzata dall’Organizzazione per tenere alta l’attenzione sulla guerra in corso

“Noi, i bambini dello Yemen, stiamo disperatamente cercando di sopravvivere. Andiamo a letto con il rumore degli aerei da guerra sopra le nostre teste e quello delle armi nelle strade. Quando ci svegliamo, attorno a noi vediamo sempre più distruzione. Siamo innocenti, non siamo parte di questa guerra e non abbiamo fatto nulla di male”. Comincia così l’appello di 17 bambini e ragazzi yemeniti, ai quali Save the Children ha voluto dar voce a tre anni esatti dall’inizio dell’escalation del conflitto in Yemen, che chiedono al mondo e alla comunità internazionale di non dimenticare la guerra brutale che sta devastando il loro Paese e le loro vite.

Da marzo 2015, sono più di 5.000 i bambini che hanno perso la vita o che sono rimasti feriti, in media ben 5 al giorno, ricorda Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Oltre 15.000 gli attacchi aerei registrati dall’avvio delle ostilità, mentre più di 22 milioni di persone, tra cui oltre 11 milioni di minori, hanno bisogno di assistenza umanitaria. Da ottobre 2016, inoltre, sono stati più di 600 i casi di minori, anche di 10 anni di età, reclutati da tutte le parti in conflitto e gravissime sono anche le conseguenze sul diritto all’educazione, con 1,9 milioni di bambini che non possono andare a scuola e che sono di conseguenza ancora più esposti al rischio del reclutamento forzato nei gruppi armati o dei matrimoni precoci.

Per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulle drammatiche conseguenze del conflitto in Yemen sulla vita dei bambini, Save the Children ha realizzato una installazione ad alto impatto visivo in un parco giochi di Roma dove, tra gli sguardi attoniti di bambini e bambine solitamente intenti a divertirsi con altalene, giostre e scivoli, è comparso un kalashnikov gigante, lungo 15 metri. Tutt’intorno, sacchi di sabbia che delimitano trincee, elmetti e segnali di pericolo mine a rappresentare un vero e proprio scenario di guerra.

“Stiamo perdendo la possibilità di studiare, perché le nostre scuole sono state distrutte. Ci vengono negati i nostri diritti primari, come la salute, la sicurezza e la nostra stessa vita. Più a lungo questa guerra durerà e più bambini moriranno. Le malattie continueranno a diffondersi, visto che i centri sanitari non hanno abbastanza forniture mediche e vaccini per curarle. E rischiamo di essere costretti a lavorare solo per poterci permettere di avere qualcosa da mangiare. Siamo tristi per il nostro Paese, per le nostre famiglie e per i nostri amici”, prosegue la lettera scritta dai 17 bambini e ragazzi, membri del Parlamento dei Bambini dello Yemen, supportato da uno dei partner locali di Save the Children in Yemen. Da più di 18 anni il Parlamento dei Bambini riunisce tanti minori da tutto il Paese per discutere dei loro diritti, ma a causa del conflitto dallo scorso anno è stato costretto a sospendere le sue attività.

Nel loro appello, i bambini chiedono quindi alla comunità internazionale di mettere in pratica 5 azioni precise. “Impegnarsi a mettere fine alla guerra e proteggere i diritti dei bambini; monitorare e indagare sulle gravi violazioni nei confronti dei minori; garantire l’accesso all’educazione; rifornire i centri sanitari e gli ospedali con medicinali e attrezzature adeguate; assicurare un posto sicuro in cui vivere e supporto emozionale ai bambini che hanno perso tutto”.

“Negli ultimi tre anni, i bambini yemeniti sono stati bombardati e costretti alla fame, nella totale impunità per gli autori di simili violenze. Migliaia di persone sono morte nelle loro case o negli ospedali mentre aspettavano invano medicine o aiuti salvavita e altre decine di migliaia di persone potrebbero morire quest’anno se non verranno intraprese azioni urgenti per porre fine alla violenza – ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen – I bambini che una volta sentivano di avere un futuro, hanno visto le loro città e i loro sogni ridursi in macerie. La metà di tutti gli ospedali è stata danneggiata o distrutta, centinaia di scuole sono state attaccate o rase al suolo e 4 milioni di bambini sono sull’orlo della carestia. La cosa più triste è che tutta questa sofferenza è stata completamente provocata dall’uomo. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la volontà politica di tutte le parti in conflitto per porre fine allo spargimento di sangue e per rimuovere completamente il blocco in modo che gli aiuti umanitari e le forniture commerciali possano entrare nel Paese. Se così non sarà, il quarto anno di guerra in Yemen potrebbe rivelarsi il più mortale di sempre”.