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Macerata, partiti lavori per collegare “Villa Potenza – Montecassiano”

Zona delimitata e ruspe al lavoro. Nei giorni scorsi è partito il cantiere di Villa Potenza di Macerata, dove la Provincia sta realizzando la bretella che collegherà la strada provinciale 77 “Villa Potenza – Sambucheto” con la provinciale 361 “Villa Potenza – Montecassiano”.

Il progetto ha un valore di 800mila euro e prevede la costruzione di una strada, a due corsie, di circa 300 metri, che partirà dalla rotatoria già esistente sulla provinciale 77, nei pressi del Foro Boario, e arriverà alla strada provinciale 361, con cui si collegherà per mezzo di un’altra rotatoria.

L’intervento ricade nel territorio di Macerata e completa la variante di Villa Potenza, realizzata nel 2014, allo scopo di decongestionare l’importante snodo viario dove confluiscono numerose strade che collegano Comuni importanti, sia del maceratese che dell’anconetano. Infatti la bretella alleggerirà in modo rilevante i due incroci situati nei pressi di borgo Pertinace di Villa Potenza: escluderà tutto il traffico proveniente da Macerata e diretto a Montecassiano, Montefano e Osimo, e allo stesso modo le auto che da queste località sono dirette a Macerata. Tutto questo con evidenti benefici sia dal punto di vista della viabilità, della sicurezza e della qualità ambientale.

“La vallata del Potenza ha bisogno di ben altri interventi infrastrutturali, più radicali e incisivi – dichiara il presidente Antonio Pettinari -. Tuttavia quest’opera rappresenta un passo avanti nel miglioramento della viabilità, in un punto nevralgico della vallata in località Villa Potenza. La realizzazione della bretella è stata avviata dopo la stipula di una convenzione della Regione Marche con l’Amministrazione provinciale, a cui è stata demandata la progettazione, l’appalto e l’esecuzione dei lavori”.

 

Il Comune di Macerata rilancerà il Sasso d’Italia

La Provincia di Macerata ha raggiunto l’accordo con il Comune di Macerata per la vendita del chiosco situato al Sasso d’Italia, con relativa corte circostante. Il prezzo stimato è di 14.780 euro.

Al tempo stesso l’ente provinciale, mantenendo la proprietà, affida il diritto d’uso del bosco urbano di 4 ettari al Comune per trenta anni (rinnovabili per uguale durata) a condizione che venga garantita la custodia, la cura e la pulizia, la sorveglianza, la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il Presidente Antonio Pettinari ha decretato dunque la regolarizzazione e la formalizzazione contrattuale dell’intesa con il Comune di Macerata per permettere una migliore fruizione pubblica da parte dei cittadini di questa zona verde, che negli anni passati è stata molto frequentata.

“È questa un’intesa molto importante – afferma Pettinari – a cui stiamo lavorando da tempo con l’Amministrazione comunale e in particolare con l’assessore ai Lavori Pubblici. L’obiettivo è rilanciare quest’area verde, cara alla città, non solo ai residenti della zona; inoltre la cessione del chiosco permetterà una riqualificazione della zona con una nuova attività”.

La Provincia di Macerata riporta gli uffici in centro storico

La Provincia di Macerata riporta i propri dipendenti e gli uffici in centro storico a Macerata. Più di quaranta persone che, dalle prossime settimane, lavoreranno nei palazzi provinciali che si trovano all’interno delle mura urbiche.

“Realizzo quello per me è un obiettivo importante – afferma il Presidente Antonio Pettinari – perché penso che le istituzioni come la Provincia, che riguardano tutto il territorio, debbano stare nei centri delle città. Abbiamo subìto i trasferimenti della sciagurata riforma delle province e poi il terremoto: abbiamo realizzato uno studio di fattibilità e oggi si sono create le condizioni per riportare qui i dipendenti”.

Il primo settore a essere trasferito, prima di Natale, sarà quello dell’urbanistica, destinato all’edificio storico di palazzetto Mattei, di fianco alla sede centrale, in corso della Repubblica. L’urbanistica comprende i servizi legati alla pianificazione del territorio, le attività estrattive, i trasporti privati, il servizio geologico e idrogeologico.

Seguirà poi, nelle settimane seguenti, il settore ambiente, che si occupa di rifiuti, autorizzazioni e controllo del settore acque e depurazione, autorizzazioni ambientali strategiche e la valutazione di impatto ambientale, destinato agli altri palazzi di proprietà dell’amministrazione.

“Una centralizzazione che ha rilevanza sotto il profilo politico-istituzionale – prosegue Pettinari – e che facilita l’attività dell’ente dal punto di vista dell’organizzazione, poiché in questo modo gli uffici sono vicini e collegati”.

A Piediripa rimarrà la Polizia provinciale per questioni logistiche, la società Task, di cui la Provincia è socia, e l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, di competenza regionale.

Macerata, no all’accorpamento delle scuole nell’entroterra

Si è tenuta in Provincia la riunione del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), convocata per discutere della situazione degli istituti secondari, sia dal punto di vista dell’edilizia che degli indirizzi formativi, e per eleggere i 4 rappresentanti territoriali che faranno parte dei 30 componenti dell’assemblea regionale.

Sul fronte delle scuole, il Presidente della Provincia Antonio Pettinari ha illustrato la situazione attuale dettata in numerosi casi dalla difficoltà del post terremoto.

Negli anni, l’ente provinciale ha sempre investito nell’edilizia scolastica e questo ha permesso anche di reggere l’urto distruttivo del terremoto di tre anni fa, anche se ci sono diverse criticità e difficoltà, tra cui la necessità, in alcuni casi, di ricostruire le scuole.

In primis a Tolentino e a Cingoli dove saranno realizzati dei nuovi poli scolastici, nonché i nuovi istituti di San Ginesio e di San Severino Marche, per i quali si stanno incontrando difficoltà legate a vincoli e ritrovamento di reperti archeologici. A Camerino, invece, gli tutti gli studenti, ad eccezione di quelli del professionale, sono stati trasferiti nel nuovo campus, in quanto i licei sono situati nella zona rossa.

“Il territorio provinciale – afferma Pettinari – può vantare un’offerta didattica molto equilibrata e completa. Negli anni si è cercato di evitare doppioni tra i vari indirizzi formativi, per favorire la nascita di nuovi percorsi. Oggi l’Ufficio Scolastico Regionale, in relazione al numero di iscritti, ci chiede l’accorpamento degli istituti sottodimensionati che si trovano in particolare nell’entroterra, e anche per questo non lo riteniamo né utile né opportuno, perché le conseguenze del sisma permangono gravissime. Tuttavia il confronto con i rappresentanti provinciali e regionali del Miur è senz’altro utile per individuare le azioni che possono essere messe in campo per rafforzare il sistema formativo scolastico”. L’assemblea all’unanimità si è trovata concorde con quanto esposto dal Presidente Pettinari.

Interessanti e accalorati gli interventi del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, dei primi cittadini di San Ginesio Giuliano Ciabocco, di Sant’Angelo in Pontano Vanda Broglia e di Gagliole Sandro Botticelli che denunciano la paradossale situazione in cui si trovano i Comuni che stanno subendo le conseguenze del sisma del 2016, invischiati nella burocrazia e nei vincoli relativi alla ricostruzione. “Il territorio deve fare la voce grossa – dichiara Pezzanesi – , per le scuole il nuovo decreto è un’indecenza, questo non è accettabile”.

Nel secondo ordine del giorno si è proceduto con l’elezione dei 4 componenti che, oltre al Presidente Pettinari, presidieranno il CAL, la cui importanza è stata sottolineata dal vice sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini. Nominati anche qui all’unanimità, Sandro Sborgia (sindaco di Camerino), Andrea Gentili (Monte San Giusto), Vanda Broglia (Sant’Angelo in Pontano) e Luca Piergentili (Sarnano).

Vino, verdicchio di Matelica nelle top teen

Da pochi giorni sono terminate le presentazioni delle guide dei vini per l’anno 2020.

  In Italia è stimabile che tutti i vini oggetto di valutazione sensoriale da parte dei tecnici degustatori delle varie guide ammontano a oltre 100.000 etichette: solo 7 di queste hanno messo d’accordo ben 5 principali guide ottenendo il massimo riconoscimento possibile in ogni pubblicazione.

  Le guide in oggetto sono: “Guida dei Vini D’Italia” del Gambero Rosso con i 3bicchieri, “Bibenda” della Fondazione Sommelier con i 5grappoli, “Vitae” dell’Associazione Italiana Sommelier con le 4viti, “Slow Wine” di Slow Food con il grande vino, “Guida dei vini d’Italia di Veronelli” della Veronelli Editore con le 3stelle Oro.

  I sette vini che hanno avuto questi massimi riconoscimenti sono: Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2008 Trento DOC spumante Brut Cantine Ferrari Lunelli, San Leonardo 2015 Vigneti delle Dolomiti IGT cantine San Leonardo, Cepparello IGT Toscana 2016 cantine Isole e Olena, Don Anselmo 2016 Aglianico del Volture cantine Paternoster, Barbaresco Riserva DOCG Asili 2014 cantine Bruno Giacosa, Bolgheri Sassicaia 2016 Sassicaia DOC cantine Tenuta San Guido, Cambrugiano 2016 Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Cantine Belisario.

  E’ straordinario che un vino marchigiano faccia parte di questo ristrettissimo elenco di Top Wine italiani, è ancora più emozionante che sia un vino del limitatissimo terroir vitivinicolo di Matelica, oltre al fatto più importante: tra i sette è l’unico vino bianco. Il Cambrugiano è dal 1988 che rappresenta la massima espressione enoica della cantina Belisario, e da sempre è stato riconosciuto come una delle massime espressioni possibili da un bianco italiano; basti ricordare che anche solo la vendemmia 2015 del Cambrugiano era stata valutata da Daniele Cernilli come il migliore verdicchio con 97/100 di punteggio.

  Molto orgoglio in casa Belisario per questo riconoscimento ma soprattutto grande responsabilità di rappresentanza del “saper fare” genius loci nel terroir matelicese: un grande vino crea una grande immagine, che porta il territorio che l’ha partorito ad un grande valore. La speranza e l’appello è che tutti comprendano l’ampio “valore sociale” che un risultato come quello conseguito dal Cambrugiano 2016 può generare, ancora più significativo considerando che la Cantina Belisario che l’ha pensato e creato nel 1988, è una cooperativa di Viticoltori.

Il presidente della Provincia di MC sulla violenza contro le donne

Le statistiche evidenziano dati allarmanti: ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza e 3 femminicidi su quattro avvengono in casa. Le mura domestiche che devono dare il senso di protezione, di amore e di solidarietà si rivelano luogo di violenza che non ha passaporto né classe sociale. In otto casi su dieci, vittime e carnefici sono italiani.

“La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che viene celebrata domani 25 novembre – afferma il presidente della Provincia Antonio Pettinari – rappresenta un momento importante per sensibilizzare le persone su un problema molto grave. Il femminicidio è qualcosa di orribile, che toglie la parola, e purtroppo molto attuale. L’Istat ci dice che il fenomeno è in crescita: in pratica si uccide chi invece la vita la origina. Si nasce dalla donna e non capisco come possano accadere fatti così brutali che evidenziano tutta la crudezza di questo momento storico, senza tralasciare le violenze psicologiche, altrettanto gravissime. Questa non è una questione solo femminile, riguarda tutti perché mina le basi della comunità intera: è pertanto necessario agire sia a livello politico contro la violenza di genere, che a livello educativo con attività nelle scuole dirette alle nuove generazioni”.

È un Verdicchio il miglior bianco italiano

Jesi – È un Verdicchio il miglior bianco italiano nella top 100 dei più grandi vini del mondo, stilata ogni anno dalla rivista americana Wine Spectator. Dopo il Podium 2014 di Garofoli (selezionato nel 2017), nel 2019 fa il suo ingresso al 72° posto della classifica più ambita del panorama enoico internazionale il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2017 Luzano dell’azienda Marotti Campi, premiato con 90 punti. Per Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt): “Si tratta di un risultato importante, non solo per la singola azienda ma anche per tutta la denominazione, a conferma del fatto che gli investimenti in qualità sono una scelta vincente. Solo per il Verdicchio dei Castelli di Jesi negli ultimi dieci anni è stata contingentata la produzione e rinnovato oltre 1/4 del vigneto. I produttori sono tornati a scommettere sui punti di forza del vitigno, a partire dalla grande struttura e mineralità fino alla forte capacità di invecchiamento e alla versatilità. Scelte queste, che stanno pagando sul piano dell’affermazione qualitativa del prodotto – ha aggiunto Mazzoni – e che non possono prescindere da un impegno anche sul fronte del valore, sull’aspetto commerciale e di marketing, in Italia come all’estero”.

Il Luzano 2017 di Marotti Campi è un vino dai profumi freschi di acacia, ginestra, fiori di campo e camomilla con note di mandorla amara. Asciutto, sapido e minerale al palato, esprime sul finale note fruttate di mela verde e ricordi del sentore mandorlato avvertito al naso.

Qualità della vita 2019, buona posizione per Macerata

“Con orgoglio va notata la posizione della nostra provincia, diciannovesima nella classifica della qualità della vita 2019 redatta da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma e resa pubblica oggi”. È il commento del Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari.

“Una posizione che conferma il dato del 2018, in netta crescita rispetto al passato e per questo va sottolineato come il nostro territorio e il nostro sistema stia reggendo alle difficoltà date dal terremoto e dalle sue conseguenze.

La nostra provincia affianca per qualità della vita quelle del Nord-Est e Nord-Ovest, nonostante sia stata colpita in modo durissimo dalle calamità, con ripercussioni anche nei servizi che, sicuramente negli ultimi tre anni, non sono stati agevolati.

Ma il sistema regge e questo grazie alla forza delle persone. Quindi questo dato ci conforta ed è per noi un segno di speranza che ci incoraggia ad andare avanti con più determinazione, un incoraggiamento anche per le istituzioni che supportano lo sforzo immane che sta facendo la nostra gente. Sosteniamo la nostra comunità, diamo linfa vitale a chi si è rimboccato le maniche”.

Eletto a Montecassiano il miglior spettacolo del teatro amatoriale marchigiano

Il titolo di miglior spettacolo di teatro amatoriale delle Marche è andato a “I giusti al tempo del male” della compagnia Claet di Ancona, che ora sarà chiamata a rappresentare la regione al Gran Premio del Teatro Fita nel 2020 a Lamezia Terme in Calabria. Una produzione originale, che narra le storie di tutte quelle persone che durante la guerra nell’ex Jugoslavia seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Storie vere, riportate nell’omonimo libro di Svetlana Broz (nipote del maresciallo Tito), pubblicato nel 2015.

Il livello delle compagnie che fanno teatro in lingua sta crescendo in maniera esponenziale anno dopo anno – ha commentato la presidente di Fita Marche, Federica Bernardini – oggi, grazie anche ai nostri corsi di formazione, al teatro dialettale, che rappresenta tutt’ora il fulcro dell’attività amatoriale, si è aggiunto in maniera importante quello in lingua”.

La giura del festival Marche in Atti, ha anche assegnato i premi alle compagnie teatrali che si sono esibite nel festival Marche in Atti, tenutosi al teatro Ferri tra ottobre e novembre. Tra gli altri premi: quello per la miglior regia è andato a Paolo Nanni per “Moby Dick, l’incubo di Achab” della Compagnia CRT Calabresi, che si è aggiudicata anche la miglior colonna sonora, insieme al titolo di miglior giovane attore, con Luis Marreiros.

Miglior caratterista, ex aequo, per Alessandra Petinari e Viviani Falcioni nello spettacolo “Non tutti i ladri vengono per nuovere” della Compagnia Mnemosine. Ad aggiudicarsi il premio di migliore attore protagonista, invece, è stato Sauro Savelli, (Così fan tutte – Compagnia filarmonico Drammatica), mentre la migliore attrice protagonista è Simona Paolella del Claet. Menzione speciale per lo spettacolo “Tre civette sul comò” del Teatro Accademia e le tre donne protagoniste: Raffaella Fontana, Lorena Mombello e Diana Barberis. Miglior scenografia alla compagnia Tutto(i) esaurito(i) per “Non ti conosco più”.

Nella foto, una scena dello spettacolo vincitore

Terminati i lavori sulla Sarnano – Sassotetto – Bolognola

Sarnano – Si sono concluse le operazioni di disgaggio e disbosco e sono state realizzate le opere di protezione del tratto al km 8 della provinciale 120 “”. L’intervento, dal costo di 150mila euro, ha interessato un’area di oltre mille metri quadrati ed è stato realizzato dalla ditta Pro.Ge.Co. di Muccia.

Si tratta di un nuovo stralcio dei lavori, progettati e diretti dalla Provincia di Macerata, che ha previsto la rimozione di parti o frammenti di roccia e alberi a rischio di distacco e caduta e, successivamente, la realizzazione e il ripristino di opere di protezione, con la sistemazione e lo svuotamento della rete metallica esistente a contatto della parete e con la sostituzione della parte più danneggiata. Inoltre sono stati ripristinati i montanti ed è stata creata una pista tra la scarpata e la sommità del muro per agevolare i futuri interventi di rimozione detriti.

“Stiamo lavorando per ripristinare la viabilità di una importante arteria montana, gravemente danneggiata dopo i sismi del 2016, che ha pure una valenza turistica, sia d’inverno che d’estate – afferma il presidente della Provincia Antonio Pettinari -. Purtroppo ci sono ancora altre strade interrotte su cui occorre intervenire o terminare i lavori il prima possibile”.

Sempre sulla provinciale 120 “Sarnano – Sassotetto – Bolognola” è prevista una ulteriore opera. In questo caso il progetto è curato dall’Anas e prevede il ripristino di una frana, la realizzazione di paramassi, di paraslavine sulle pareti stesse e un collegamento coperto a protezione della strada tra due gallerie esistenti. L’intervento prevede un investimento di 4,7 milioni di euro.