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Martedì 31 marzo bandiere italiane a mezz’asta

Martedì 31 marzo tutta la nazione, con i suoi amministratori e la comunità intera, renderà omaggio alle vittime del corona virus. Anche la Provincia di Macerata sostiene l’iniziativa insieme a tutti i sindaci del territorio, accogliendo l’appello del Presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, condiviso dalle associazioni nazionali delle Province e dei Comuni, nonché dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per ricordare coloro che, in questo duro momento di emergenza sanitaria, sono deceduti.

Nella giornata di martedì sono previste quindi le bandiere italiane a mezz’asta nelle sedi della Provincia, dei Comuni e in quelle istituzionali, e alle 12 un minuto di silenzio di tutta la cittadinanza, ciascuno nella propria abitazione o nei luoghi di lavoro.

“Sarà questo un momento di profonda unione – afferma Pettinari – che rappresenta vicinanza verso le famiglie che hanno perso i propri cari, partecipazione al loro dolore e al tempo stesso supporto per chi sta male, per chi vive questo momento con preoccupazione e smarrimento, per chi lavora in prima linea. Un momento simbolico ma di grande significato perché condiviso, in cui istituzioni e comunità partecipano insieme. Tutti noi siamo messi a dura prova; è il momento di stringersi uniti ancora di più, il nostro Paese va avanti con estrema dignità, grazie anche allo straordinario impegno di chi sta affrontando questa emergenza in prima fila. A loro va un ringraziamento speciale: in primo luogo a medici, infermieri e agli operatori sanitari, alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, a tutti gli operatori delle associazioni di volontariato e alle numerose persone che ogni giorno sono al proprio posto di lavoro per garantire i servizi indispendabili”.

Grandinetti è sbarcato a Toronto

Mercoledì scorso l’inaugurazione con la presenza della delegazione dell’azienda di San Severino Marche

 

Oltre 2500 metri quadri di superficie, uno spazio eclettico e dalla forte connotazione italiana, anzi marchigiana. A Toronto, infatti, mercoledì è stato inaugurato il primo Eataly del Canada che sceglie proprio Grandinetti per la realizzazione dei suoi pavimenti. La catena di food market made in Italy ideata e realizzata da Oscar Farinetti, ha infatti selezionato i prodotti dell’azienda di San Severino Marche per vestire oltre 2500 metri quadri di superficie.

«Si tratta di un pavimento unico, su misura, – spiega Valentino Grandinetti, amministratore unico dell’azienda – realizzato da nove diversi disegni personalizzati che si combinano con 5 colori per ogni settore». Il progetto, nato dalla collaborazione tra le due realtà, si caratterizza per l’unicità e la singolarità delle realizzazioni. Un unicum sviluppato ad hoc per la realtà di Toronto che incarnerà certamente i valori dell’italianità tanto nella proposta food quanto nella concezione della location.

GRANDINETTI SRL. Grandinetti nasce a San Severino Marche nei primissimi anni del XX secolo. Il territorio ricco di materie prime adatte alla produzione di marmette, l’epoca storica contraddistinta dall’Art Nouveau (in Italia stile Liberty), diedero vita ad un opificio di marmette tra i più prestigiosi d’Italia. L’azienda cresce e si sviluppa nel contesto del fermento delle nuove tendenze di inizio ‘900. Nel corso degli anni ci siamo imposti nel settore grazie scelte produttive intelligenti che hanno sempre privilegiato la manualità e l’artigianalità; questa attenta prassi contempla l’impiego di materiali selezionati e naturali, la cura sapiente di ogni realizzazione, il gusto per il bello e la fede, mai abbandonata, per gli intramontabili canoni classici. Da tutto questo scaturisce il successo di un’azienda che ha più di un secolo di esperienza.

Giorgio Canali al MIND Studios di Civitanova Marche

Cinico, intenso, corrosivo Giorgio Canali, vero e proprio protagonista della storia del rock italiano, venerdì 8 novembre alle ore 22 sarà al MIND Studios di Civitanova Marche per uno straordinario concerto in solo accompagnato dalla sua chitarra e dal suo grande talento che lo ha reso un riferimento sia come componente di formazioni fondamentali per la musica italiana, quali CCCP, CSI che come chitarrista, cantautore, produttore discografico e ingegnere del suono per per PFM, Litfiba, Noir Desir, Verdena e Le luci della centrale elettrica.

Dalla fine degli anni 70′ Canali inizia a frequentare la scena musicale romagnola, dal punk delle prime esperienze con Potemkin alla ricerca sonora e alle sperimentazioni elettro/elettroniche con Roberto Zoli e Politrio nel panorama in fermento della musica anarco/indipendente di quegli anni, impara ad avere a che fare con il lato tecnico della cosa. È infatti come tecnico del suono che arriva a collaborare con Litfiba verso la seconda metà degli anni ottanta. L’incontro con Gianni Maroccolo, bassista del gruppo fiorentino, segna l’inizio di una collaborazione che dura negli anni, dalle produzioni di Beau Geste, Timoria, CCCP, ai CSI, PGR e POST CSI.

Pendolare instancabile fra Italia e Francia, parallelamente alla nascita e alla crescita dei CSI, vive per cinque anni l’avventura Noir Desir, in qualità di tecnico del suono live e studio della band transalpina maturando una sensibilità musicale che lo riporta alle origini del punk e del rock senza fronzoli.

Nel 1998 esce il suo primo album “Che fine ha fatto Lazlotoz” per Sonica, etichetta del Consorzio Produttori Indipendenti, una raccolta di canzoni inedite, metà in italiano e metà in francese, che vede la partecipazione di quasi tutti i suoi illustri amici italiani e d’oltralpe.

Nel 2002 è la volta del secondo album “Rossofuoco”, questa volta ci sono un po’ più di canzoni in italiano e un po’ meno di testi in francese, il titolo dell’album diventerà dal lavoro successivo il nome della band. Il suo percorso artistico continua con altri dischi in un turbinio di ricerca e contaminazioni.

Una nota a parte merita l’attività di Giorgio Canali produttore. Tanta energia, poesia, creatività ed anarchica bellezza non poteva non essere immessa nei suoni di molti di quelli che sono divenuti, nel tempo, alcuni dei migliori artisti del rock italiano. Le sue mani sono in alcuni dei migliori lavori di Verdena, Le luci della centrale elettrica, Bugo, Marlene Kuntz, Tre allegri ragazzi morti, The Zen Circus.

 

Biglietti su www.ciaotickets.com o direttamente presso il Mind Studios (costo 8 euro senza prevendita), l’ingresso è riservato solo ai soci Arci.

Monte San Giusto: in scena il dialetto marchigiano

Continua al Teatro Durastante di Monte San Giusto (MC) la rassegna “Dialetti Marchigiani a confronto” organizzata dalla Federazione Italiana Teatro Amatori con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Monte San Giusto.

Sabato 9 novembre alle ore 21:00 sarà in scena lo spettacolo del Teatro Accademia di Pesaro “C’era na volta… i mirecol de Sant’Anna”, di Paolo Cappelloni.

Una storia che affonda le radici all’inizio del secolo scorso, quando nel 1913 l’allora Sindaco della città di Pesaro decise di abbattere le mura roveresche della città per dar modo di ampliare l’antico borgo. Una decisione che si rivela da subito infausta, perchè attaccate alle mura vi erano anche delle abitazioni che avrebbero dovuto seguire la stessa sorte: la demolizione. Tra queste, la sartoria di Antonia Rupetti, che con le sue lavoranti rischierebbe lo sfatto. Un misero destino al quale va data una risposta. Cosa fare? Saranno le donne pesaresi a trovare una brillante soluzione.

La rassegna teatrale in dialetto proseguirà venerdì 15 novembre con la compagnia Teatroclub Amedeo Gubinelli di S. Severino Marche che presenterà “capita a 50…figurate a 20”, mentre sabato 23 novembre si terrà la premiazione finale e lo spettacolo della Compagnia di Avenale “La famiglia”. La giuria tecnica che eleggerà il miglior spettacolo sarà presieduta dal Prof. Fabio Serpilli, grande esperto di dialetti marchigiani. Sulla pagina facebook di Fita Marche le informazioni generali e le descrizioni dei singoli spettacoli in calendario. Il biglietto d’ingresso è di sette euro.

Montecassiano, il dramma della guerra in Jugoslavia rivive al teatro Ferri

Domenica 20 ottobre alle 17:15 al Teatro Ferri di Montecassiano si terrà lo spettacolo “I Giusti nel tempo del male” della compagnia anconetana Claet che propone una storia reale del dramma della guerra nell’ex Jugoslavia, riportata nell’omonimo libro di Svetlana Broz, nipote del maresciallo Tito.

Lo spettacolo narra le storie di tutte quelle persone, donne, uomini, ragazzi, che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune con un cuore straordinario, eroi veri di una storia vera. Storie vere, riportate nell’omonimo libro di Svetlana Broz pubblicato nel 2015. Da questo testo che raccoglie decine di incredibili storie raccolte dall’autrice sui campi di battaglia con un semplice registratore, il Claet ha scelto di rappresentarne quattro. Una drammatica trasposizione di storie che si sono trasformate in messaggi di speranza e gesti eroici nel nome della pace.

Lo spettacolo è in lizza per il premio alla migliore compagnia amatoriale delle Marche nell’ambito di Marche in Atti, la kermesse regionale dedicata al teatro amatoriale, il cui vincitore parteciperà al Gran Premio Nazionale della Fita (la Federazione Italiana Teatro Amatori).

Il festival proseguirà sabato 26 ottobre alle ore 21;15 con “Non ti conosco più” dell’Associazione Tutto Esaurito di Chiaravalle (AN), mentre domenica 3 novembre alle 17:15 il Teatro Accademia metterà in scena “Tre civette sul comò”. Domenica 10 novembre alle 17:15 sarà la volta di “Moby Dick – L’incubo di Achab” del C.T.R. Calabresi Te.Ma Riuniti, per arrivare a sabato 16 novembre quando alle 21:15 l’Associazione Mnemosine Gruppo Keteatrotifo presenterà “Non tutti i ladri vengono per nuocere”. Domenica 17 novembre, sempre alle 17:15 lo spettacolo finale di Marche in Atti e la premiazione della compagnia che avrà accesso all’evento nazionale, in rappresentanza del teatro marchigiano. Il costo dei biglietti è di sette euro con possibilità di abbonamento a tutti gli spettacoli a prezzo agevolato. Sulla pagina facebook di Fita Marche le informazioni generali e le descrizioni dei singoli spettacoli in calendario.

Monte San Giusto capitale del teatro dialettale

Compagnie dialettali in gara da tutta la regione per la seconda edizione del festival teatrale “Dialetti Marchigiani a Confronto”.

Il Teatro Durastante di Monte San Giusto ospiterà la rassegna “Dialetti Marchigiani a confronto” organizzata dalla Federazione Italiana Teatro Amatori con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Monte San Giusto (Mc).

Il teatro è lo strumento privilegiato per mantenere la cultura territoriale attraverso il dialetto – commenta la presidente di Fita Marche, Federica Bernardini – un’esigenza espressa anche in Regione con una proposta di Legge per promuovere e sostenere le lingue dei territori attraverso studi e ricerche, con la collaborazione degli Atenei marchigiani, i centri di documentazione e ricerca, le associazioni del territorio. La Fita ha fatto sua questa esigenza stimolando la produzione teatrale in dialetto. Questo festival ne è la dimostrazione”.

Gli spettacoli in calendario.

Cinque gli appuntamenti serali (alle ore 21.00) con il divertente teatro amatoriale e con le migliori compagnie selezionate a livello regionale.

Il primo spettacolo si terrà Sabato 19 ottobre con la Compagnia Quinta Dimensione di Porto San Giorgio con lo spettacolo “L’appartamento novu”Sabato 26 ottobre sarà la volta della Compagnia Teatrale El Passì di Jesi con “Ma que…perdero, perdero), seguita, sabato 9 novembre, dallo spettacolo del Teatro Accademia di Pesaro “C’era na volta… i mirecol de Sant’Anna”Venerdì 15 novembre il Teatroclub Amedeo Gubinelli di S. Severino presenterà “capita a 50…figurate a 20”, mentre sabato 23 novembre si terrà la premiazione finale e lo spettacolo della Compagnia di Avenale “La famiglia”.

La giuria tecnica che eleggerà il miglior spettacolo sarà presieduta dal Prof. Fabio Serpilli, grande esperto di dialetti marchigiani.

Mugellini Festival, doppio appuntamento a Potenza Picena

Arriva una domenica di fuoco per il Mugellini Festival. Doppio appuntamento, mattina e pomeriggio, per celebrare due grandi nomi della musica italiana internazionale. Si inizia alle 10.30 presso il Teatro Mugellini con lo spazio Gli Amici del MuFe, che oramai da 3 anni, in collaborazione con l’iniziativa Music Gallery, porta a Potenza Picena grandi nomi del pop autorale italiano. Dopo Mogol e Peppe Vessicchio, ha quest’anno accettato l’invito Vince Tempera, autore, produttore e storico direttore d’orchestra. Sua sarà la lezione spettacolo “La strada giusta per Sanremo”. Attivo fin dagli anni settanta in band come The Pleasure Machine e Il Volo, è anche famoso per essere stato autore o coautore di diverse sigle di cartoni animati degli anni settanta e ottanta, una tra tutte Ufo Robot Goldrake. Negli anni è più volte direttore d’orchestra del Festival di Sanremo.

Si prosegue poi nel pomeriggio con un nuovo appuntamento del Festival: è la volta di Federico Mondelci e il suo Italian Saxophone Quartet. A partire dalle 17.30 risuoneranno tra le volte della Cappella dei Contadini le note di celeberrimi brani della musica internazionale, da Astor Piazzolla e Gershwin e reinterpretazioni autorali delle più belle colonne sonore, da Nino Rota a Morricone. Docente, camerista, Solista e Direttore d’Orchestra, Federico Mondelci è da trent’anni, uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale internazionale.  Raffinato solista di raro e straordinario talento svolge la sua carriera a fianco di orchestre quali la Filarmonica della Scala con Seiji Ozawa, I Solisti di Mosca con Yuri Bashmet, la Filarmonica di San Pietroburgo e la BBC Philharmonic sui palcoscenici più famosi del mondo: in Europa, Usa, Australia e Nuova Zelanda. Sul palco, accanto a lui, le immagini del fotografo senigagliese Lorenzo Cicconi Massi

Come tradizione del festival, entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito. Consigliato il servizio di prenotazione tramite il sito internet e nei MuFe Point.

Info e prenotazioni su www.mugellinifestival.it

Il tartufo di Acqualagna a FICO Eataly World

In occasione della  stagione di raccolta del pregiato tartufo bianco, torna a FICO Eataly World la rassegna “L’Italia del tartufo” organizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Tartufo.

Una due giorni nel parco del cibo più grande del mondo a Bologna che darà il via alla stagione nazionale della raccolta del tartufo bianco (tuber magnatum pico): presenti i prodotti e le tradizioni di oltre 20 Comuni e località aderenti all’Associazione, dal Nord al Sud del Paese, che metteranno in mostra e venderanno i tartufi più pregiati.

Tra questi, anche il pregiato tartufo di Acqualagna.

Profumato di bosco, selvaggio, afrodisiaco, legato all’esoterismo, si cerca di notte e secondo la leggenda è nato da un incontro d’amore: un fulmine divino penetrato nelle viscere della Madre Terra. Attraverso l’olfatto, il tartufo da sempre seduce e scatena emozioni, come simbolo dell’eros e protagonista non solo della cucina ma dell’arte, della letteratura, della scienza. Per svelare la storia e i misteri del fungo sotterraneo più amato, sabato 12 e domenica 13 ottobre torna a FICO Eataly World “L’Italia del tartufo”, rassegna organizzata con l’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Per due giorni, nel parco del cibo più grande del mondo a Bologna si darà il via alla stagione nazionale della raccolta del tartufo bianco (tuber magnatum pico), con un ricco programma di appuntamenti su questo sontuoso ingrediente della tavola autunnale.

La seconda edizione della manifestazione porterà a FICO Eataly World i prodotti e le tradizioni di oltre 20 Comuni e località aderenti all’Associazione, dal Nord al Sud del Paese, che metteranno in mostra e venderanno i tartufi più pregiati: dall’Emilia-Romagna Bondeno, Calestano, Camugnano, Castel Di Casio, Valsamoggia, l’Unione Distretto Ceramico Valli Dolo e Dragone (Modena Ovest); dalle Marche, Acqualagna; dal Piemonte, Alba; dalla Campania Bagnoli Irpino, Ceppaloni e il Parco Del Matese;  dalla Sicilia, Castelbuono; dall’Umbria Citta’ Di Castello, Gubbio e Pietralunga; dalla Toscana Montaione, Montalcino e San Miniato; dal Molise, la Regione Molise e San Pietro Avellana. Alle 10,30 di sabato 12 ottobre i sindaci e i rappresentanti delle città del tartufo inaugureranno la kermesse. 

Per conoscere e apprezzare al meglio le caratteristiche e la biodiversità dei tartufi italiani sarà possibile partecipare alle degustazioni guidate, mentre domenica nel Teatro Arena di FICO si svolgerà l’incontro gratuito sull’antico legame del tartufo con esoterismo, eros, credenze e letteratura con Giordano Berti, esperto ed autore del libro “Eros & Tartufi. Storia di un afrodisiaco. Scienza, letteratura, arte e ricette segrete”.

Venerdì 11 ottobre, dalle 17 alle 19presso l’aula di Fondazione FICO si terrà anche l’incontro con le Associazioni del Tartufai dell’Emilia Romagna per fare il punto sulla Candidatura UNESCO “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia. Conoscenze e pratiche tradizionali” e la diffusione dei principi della Convenzione 2003 sulla salvaguardia del patrimonio culturale. Al centro della candidatura c’è l’insieme dei saperi accumulati nei secoli dai tartufai: dalla conoscenza dell’ambiente vocato, alle tecniche di individuazione (cerca) e all’estrazione del tartufo (cavatura) rispetto alle 9 varietà botaniche del Tartufo italiano. Un patrimonio di conoscenze sino ad oggi mantenute segrete e trasmesse di generazione in generazione in ciascuna famiglia. 

L’ingresso a FICO Eataly World ed alla manifestazione è gratuito; maggiori informazioni sul programma e prenotazioni su www.eatalyworld.it

 

La Rocca di Vignola si veste di contemporaneo

Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei: è questo l’ambizioso progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini -“Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”. La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.
“Così è nata questa rassegna di arte contemporanea nelle stanze della Rocca di Vignola- spiega la curatrice, Lucia Biolchini – Abbiamo la necessità e l’urgenza di aggirare i limiti dettati dallo spazio e dal tempo e permettere di agire nuove prospettive”.

Gli artisti presentati ci invitano a soffermarci e a riedificare, tutti insieme, un’architettura dell’immaginario. Ci invitano ad affrontare quell’inciampo su cui il contemporaneo è cresciuto, forma di un cortocircuito tra passato e presente. Così vedremo i segni cromatici di Marina Fulgeri ridisegnare gli spazi della Facciata della Rocca e le Sale degli Anelli, quella dei Leoni e dei Leopardi; Sabrina Muzi sovrapporrà paesaggi e monumenti, per leggere in controluce le Sale del Padiglione e quella dei Cani; Alessandro Moreschini ci interrogherà sul pieno e sul vuoto con le opere che, nella Sala degli Anelli e in quella delle Colombe, comporranno nuove coreografie visive; Linda Rigotti e Giorgia Valmorri materializzeranno gli affreschi della Sala del Padiglione per farli vivere allo spettatore. Un’innovativa operazione culturale pensata per valorizzare uno dei più importanti monumenti della provincia di Modena in cui, per la prima volta, l’arte contemporanea contamina lo storico maniero per dare origine a un inedito continuum culturale. “La nostra terra presenta grandi potenzialità sotto l’aspetto storico-artistico che vanno valorizzate – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – La Rocca, punto di richiamo e riferimento culturale del territorio, ospiterà una rassegna di arte contemporanea. Un ambito prettamente culturale che è un “unicum” dove antico e moderno dialogano in armonia dimostrando che strutture medioevali e arte attuale si arricchiscono vicendevolmente. Ci auguriamo che l’eco di questo evento culturale risuoni oltre i naturali confini dell’Appennino e del Po”.

Il primo appuntamento che aprirà la rassegna sarà “Self expression” di Marina Fulgeri, dal 5 luglio all’8 settembre (inaugurazione il 5 luglio alle ore 19.00). Nelle sue mani luce e colore diventano strutture. Con questo lavoro l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti (www.marinafulgeri.com Vedi Scheda all’interno del Press kit). A seguire, dal 21 settembre al 10 novembre, Sabrina Muzi propone un’estensione e un approfondimento di “Shān”, un corpus di lavori che comprende un’installazione pittorica, una serie di acquerelli, fotografie e video (www.sabrinamuzi.it). Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà poi la volta di Alessandro Moreschini, con”Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell'”inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Pleni da cui ci metteva in guardia Gillo Dorfles (www.alessandromoreschini.it). Mentre a chiudere “Ora più rada ora più densa” saranno Linda Rigotti e Giorgia Valmorri con “Da dentro”, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura (www.lindarigotti.tumblr.comwww.giorgiavalmorriart.tumblr.com).

Parte da Malpensa con LEVANTE il viaggio verso la MILANO MUSIC WEEK

Nel giorno della Festa Internazionale della Musica, ha preso il volo da Malpensa con una performance speciale di Levante il viaggio verso la terza edizione della Milano Music Week, la settimana interamente dedicata al mondo musicale che quest’anno, dal 18 al 24 novembre 2019, vedrà tutta la città di Milano sintonizzarsi ancora una volta sulle frequenze più diverse della musica, spaziando da concerti, dj set, show case fino a incontri, workshop di formazione, mostre ed eventi speciali.

Promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), ASSOMUSICA (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori), con il patrocinio del MiBAC Ministero per i beni e le Attività Culturali, Milano Music week vuole essere un racconto a 360° dell’industria musicale, attraverso l’intera filiera e i suoi protagonisti, con un lavoro collettivo che si sviluppa nel corso dell’anno fino ad arrivare alla settimana della musica per eccellenza.

Sulla scia del successo della scorsa edizione – che ha coinvolto oltre 200 artisti da ogni continente, 70 location, 135 live, 64 djset, 72 incontri e workshop di formazione, più di 100 partner produttori di contenuti, anche quest’anno si punta ad un palinsesto ricchissimo di novità e di appuntamenti, dal profilo sempre più internazionale e rappresentativo di una città, Milano, ormai considerata fra le più importanti Music Cities mondiali.

Non a caso, il racconto di Milano Music Week 2019 parte proprio da uno dei luoghi che meglio simboleggia l’internazionalità, l’aeroporto di Milano Malpensa. Qui, grazie alla preziosa collaborazione di SEA Milan Airports e METATRON, nella giornata dedicata alla Festa Internazionale della Musica un’esibizione inedita di Levante al Terminal 1 ha sorpreso i viaggiatori in partenza e in arrivo da tutto il mondo, lanciando la prossima edizione della manifestazione. Proprio Levante – la cantautrice già considerata un’icona pop – sarà infatti fra i principali protagonisti della settimana della musica con un concerto di punta in programma sabato 23 novembre al Forum di Assago. Insieme a lei, professionisti e realtà del settore – fra artisti, autori, case discografiche, centri di formazione, promoter, associazioni musicali – ma anche tantissimi appassionati, si daranno appuntamento a Milano per vivere una settimana all’insegna della musica in tutte le sue diverse sfaccettature. In questo contesto Milano Music Week, grazie alla sua atmosfera sempre più internazionale, si propone come volano di attenzione sulla città, per aprirsi ad un pubblico ancora più nuovo e allargato, consolidando ulteriormente il ruolo di Milano quale capitale dell’industria musicale in crescita ed evoluzione.

“Lo snodo internazionale di Malpensa è il giusto palcoscenico dal quale annunciare la prossima edizione, la terza, della Milano Music Week – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Il modello, vincente, resta lo stesso delle precedenti edizioni, ma l’impetuosa crescita dell’iniziativa registrata nei due anni precedenti richiede un salto di qualità dal punto di vista della governance del progetto, affinché possa consolidarsi come piattaforma ideale per dare vita a un vero e proprio masterplan di Milano come città protagonista del circuito internazionale delle music cities”.

“La terza edizione di Milano Music Week parte da un aeroporto, luogo simbolico di scambio culturale, che rappresenta l’idea di viaggio, traversata, esplorazione, apertura di confini. Quest’anno la settimana della musica nasce nel segno dell’internazionalizzazione, di Milano come hub artistico in cui si arriva dal resto d’Italia e dall’estero per produrre musica. Sarà una settimana in cui si celebrano la pluralità e la convivenza di diverse culture unite dalla musica. Inviteremo i milanesi e coloro che arriveranno in città per la Milano Music Week a partire con noi per un giro del mondo in sette giorni, dove ogni musica, ogni artista, ogni cultura merita rispetto e attenzione” afferma Luca De Gennaro, curatore della Milano Music Week e Vice Presidente Talent & Music di Viacom International Media Networks.

Anche per questa edizione, Viacom International Media Networks Italia, azienda guidata dall’A.D. Andrea Castellari, si conferma main partner della Milano Music Week, con i brand VH1 e MTV. La registrazione di un nuovo episodio di “VH1 Storytellers”, lunedì 18 novembre, sarà come di consueto la serata inaugurale della Milano Music Week, artista e location verranno comunicati più avanti. Viacom Italia realizzerà anche un evento a brand MTV ancora in via di definizione.

Dedicato al mondo B2B sarà Linecheck Music Meeting & Festival, main content partner della Milano Music Week per il terzo anno consecutivo. Organizzato da Music Innovation Hub, Linecheck ospita a BASE Milano più di 1500 delegati del settore, 150 speaker, 70 panel, workshops, receptions e networking sessions. Obiettivo di Linecheck è creare ponti tra industrie creative diverse ma confinanti, tra il business italiano e il resto del mondo. Per la prima volta Linecheck annuncia un guest country: Il Canada, con contenuti speciali, concerti e un’ampia delegazione che arriverà a Milano per l’occasione. Con il motto “Shape Your Future”, ogni anno Linecheck dà appuntamento all’industria musicale italiana per affrontarne i temi caldi, dalle tendenze artistiche, alle strategie commerciali e distributive, non dimenticando una particolare attenzione al valore sociale della musica: sotto il claim “Sounds Like Diversity”, l’edizione 2019 pone particolare attenzione ad inclusione e diversità. Linecheck festival proporrà 50 showcase sulle nuove tendenze, di giorno per delegati della conference, di sera nei club di zona Navigli-Tortona.

Tante anche le partnership di rilievo che accompagneranno la MMW2019. Fra i content partner ritroveremo sicuramente Accordo per Music Show Milano, la fiera di strumenti moderni nata per valorizzare e sostenere la cultura e la musica suonata in Italia e RTL 102.5, che seguirà la manifestazione con interviste e collegamenti.

L’invito aperto a tutti è quindi quello di inviare alla mail [email protected] gli eventi che la curatela potrà valutare ed inserire nel programma della Milano Music Week 2019.