Si chiude a Macerata la quarta edizione di “Per un web sicuro”

treia
Lunedì 8 giugno l’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia (MC) ospiterà due sessioni di
incontri curati da esperti di sicurezza online.

Pericolo cyberbullismo, 1 minore su 3 fa nuove conoscenze online e accetta amicizie
da estranei.

1 su 5 incontra questi sconosciuti offline. 4 genitori su 10 non danno limiti
all’uso del web; 1 su 4 è all’oscuro delle attività dei figli connessi.


Ultimi appuntamenti con la campagna nazionale “Per un web sicuro”, che mira a
sensibilizzare le famiglie sull’uso responsabile della rete. Lunedì 8 giugno
l’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia (MC) ospiterà due sessioni di
incontri curati da esperti di sicurezza online: dalle 9:00 alle 13:00 con gli
studenti e dalle 18:30 alle 19:30 con genitori, docenti e nonni. Il progetto, giunto

alla quarta edizione, è promosso da Moige – movimento genitori e dalla Polizia
Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con Trend Micro, Google, Hp,
Vodafone e Cisco.

I DATI

Stando ai dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2014 i reati
di cyberbullismo che hanno come vittime i minori sono 345. I più colpiti sono i
ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni con 238 casi. Gli illeciti più diffusi
sono il furto di identità sui Social Network che comprende 1/3 delle vittime totali
(114 casi), seguiti dalla diffamazione online (82) e dalle ingiurie via e-mail (41).

L’indagine “La dieta mediatica dei nostri figli”[1] evidenzia un uso costante, ma
non sempre consapevole uso della rete da parte dei minori. Navigano abitualmente 9
ragazzi su 10 e un quinto di loro afferma di restare connesso per più di 3 ore al
giorno. Tra coloro che dispongono di un computer a casa il 32% ha una postazione per
connettersi dalla propria stanza; un’abitudine maggiormente diffusa tra i ragazzi
tra gli 11 e i 13 anni (39%).

6 intervistati su 10 dichiarano, inoltre, di utilizzare Internet da soli.

Le motivazioni che spingono i giovani a connettersi sono tutt’altro che didattiche:
si connette per studiare solo 1 ragazzo su 7, a fronte del 24% dei giovani
internauti che chatta, del 22% che scarica e ascolta musica, del 18% che gioca o
guarda immagini. La “socializzazione” resta, dunque, il motore principale che spinge
all’uso del web, come dimostra la percentuale significativa (30%) di coloro che
affermano di intraprendere “sempre” o “spesso” nuove amicizie in rete.

A questa situazione, contribuisce il controllo piuttosto blando da parte dei
genitori. 4 su 10 non danno alcun limite di tempo alla connessione dei figli mentre
nel 23% dei casi, lo fanno “raramente”. Altrettanto significativa è la percentuale
dei genitori che hanno scarsa cognizione delle attività online del figlio: 1 su 4
infatti conosce “poco” o “per niente” che cosa facciano i figli connessi.

Un altro fattore di rischio piuttosto diffuso tra i giovani che si connettono a
Internet riguarda l’uso di identità fittizie. 1 ragazzo su 3 afferma di non
utilizzare mai la propria identità in rete o di farlo raramente; un dato in linea
con il 37% di coloro che confermano di aver fatto amicizia con perfetti sconosciuti.

Ancor più preoccupante è quel 19% che confessa di aver incontrato nella vita offline
le persone conosciute sul web e quel 13% di ragazzi tra i 14 e i 20 anni che si sono
esposti al fenomeno del sexting (dall’inglese “sex” – sesso – e “texting” – invio di
messaggi virtuali) dando il proprio numero di cellulare a estranei conosciuti in
chat. 1 studente su 4 dichiara di aver ricevuto contenuti a sfondo sessuale
(tendenza più che raddoppiata rispetto al 2011).

6 ragazzi su 10 sottostimano la reale gravità della situazione affermando senza
problemi di essersi divertiti nel ricevere o inviare foto o video “hot”. 6
adolescenti su 10, appartenenti alla classe d’età 14-20, almeno una volta hanno
utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo
spesso).

LE DICHIARAZIONI

“Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani
imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i
genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli
del web”. “Questa iniziativa ne è un esempio tangibile per far vivere la rete
internet come una grande opportunità e non un pericolo per i nostri figli “ ha
dichiarato Roberto Sgalla – Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di
Stato.

“La tutela dei minori online è un atto di responsabilità collettiva che dev’essere
condivisa da genitori, istituzioni e operatori. La lotta al cyberbullismo e
all’adescamento virtuale non può prescindere dalla sinergia di queste forze e
dall’educazione ad un uso consapevole della rete. Abbiamo il dovere come genitori,
di stare accanto ai nostri figli nella vita online proprio come facciamo offline”.
Così Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige – movimento genitori.

“In Trend Micro lavoriamo da sempre per rendere sicura la vita digitale delle
persone. Questo per noi significa educare e fornire gli strumenti adatti per rendere
Internet e i social network un luogo sicuro e protetto, in particolar modo per i
giovani. Per questo motivo sosteniamo “Per un web sicuro”, che quest’anno ci vedrà
impegnati fianco a fianco anche nelle scuole”. Così Carla Targa, Marketing and
Communication Manager Trend Micro.

“Per Google la sicurezza online è una priorità – afferma Enrico Bellini, Public
Policy Senior Analyst di Google. Un obiettivo raggiungibile solo se tutti gli attori
collaborano. Nel caso dei più piccoli, poi, le famiglie giocano un ruolo importante
nell’esplorazione e nella conoscenza del mondo, anche quello online. Per questo,
siamo felici di collaborare nuovamente con il Moige e gli altri partner per
consentire a tantissime famiglie di ricevere consigli utili a esplorare le nuove
tecnologie in sicurezza”.

“Negli ultimi dieci anni l’Information Technology ha trasformato il modo in cui le
persone comunicano, collaborano ed interagiscono – afferma Enrico Martines,
Direttore Formazione e Sviluppo, responsabile Social Innovation di Hewlett-Packard
Italiana – per questo sosteniamo le iniziative di diffusione dell’uso consapevole
della rete, incontrando ragazzi, genitori ed insegnanti affinché l’innovazione
tecnologica possa rappresentare un elemento di progresso e di consapevolezza.”

“Il Gruppo Vodafone si è da tempo posto l’obiettivo di massimizzare l’impatto
sociale della rete mobile e delle nuove tecnologie creando strumenti in grado di
contribuire a migliorare la vita delle persone – afferma Gaetano Coscia,
Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Vodafone Italia – Con questa
intenzione sosteniamo il progetto di Moige e Polizia Postale, per diffondere una
cultura della rete educando i ragazzi a cogliere tutte le opportunità del web
evitando rischi.”

“Sosteniamo da diversi anni le iniziative del Moige perché condividiamo la necessità
di aiutare i più giovani ad usare in modo consapevole e sicuro le risorse del mondo
digitale in cui sono immersi fin dalla prima infanzia: un mondo sempre più ricco di
connessioni e di possibilità, ma anche di complessità” afferma Elena Contessi,
responsabile del Civic Council di Cisco Italia.

“Come mamma so quanto sia importante e difficile proteggere i nostri figli dai
pericoli del web. Internet è una grande opportunità e non deve fare paura, ma va
utilizzato in modo responsabile. Ai genitori dico di impegnarsi a colmare il digital
divide per non restare indietro, ma accanto ai propri figli anche sulla rete”. Così
Milly Carlucci, madrina dell’iniziativa.

LA CAMPAGNA

La quarta edizione di “Per un web sicuro” ha interessato 70 scuole medie in 15
regioni d’Italia. L’iniziativa ha coinvolto quest’anno circa 23.000 studenti e
50.000 tra docenti, genitori e nonni, a cui si sono aggiunte le oltre 30.000
famiglie che hanno partecipato attraverso i coordinamenti territoriali del Moige.
Durante la formazione, ciascun docente ha preso confidenza con le nozioni sull’uso
consapevole del web e il kit multimediale di supporto. Successivamente, nel corso
degli open day con ragazzi e adulti i professori sono stati affiancati da un esperto
della Polizia di Stato, o da ambassador Cisco e Hp, e hanno distribuito i materiali
informativi con pratici consigli per navigare in sicurezza. Agli studenti è inoltre
riservato un concorso a premi, che permetterà ai 5 istituti vincitori di
aggiudicarsi materiali informatici utili alla didattica.