Riconoscimento al progetto “Famiglie a colori”

Un prezioso riconoscimento al progetto dell’Amministrazione comunale di Macerata Famiglie a colori è arrivato da parte del Centro Studi Cultura e Società nell’ambito della quinta edizione del Premio Persona e Comunità che si propone di premiare, valorizzare e diffondere le migliori esperienze finalizzate allo sviluppo, al benessere e alla cura delle persone realizzate dalla Comunità, rappresentata dalle Pubbliche Amministrazioni e dalle organizzazioni di volontariato, per il miglioramento concreto della qualità della vita, in un’ottica di servizi offerti alla persona e ai cittadini.

Continue reading

Torino: il Caciofiore dei Sibillini al Salone del gusto


Al Salone del Gusto di Torino, che si è aperto oggi e proseguirà fino a lunedì prossimo, si parlerà anche del “Caciofiore dei Sibillini”, l’antico formaggio pecorino dalle caratteristiche sensoriali uniche, perché prodotto con caglio vegetale, che – dopo cinquant’anni di assenza dalle tavole – dal 2008 viene prodotto in via sperimentale da due caseifici del maceratese su progetto di riscoperta promosso dalla Provincia di Macerata. Proprio al Salone del Gusto di Torino di due anni fa venne annunciata l’iniziativa e quest’anno la stessa Provincia di Macerata ne presenta sabato 23 ottobre alle ore 16 nello spazio espositivo delle Marche (padiglione 2 stand k236) la “scheda sensoriale”. Saranno presenti gli esperti del Centro italiano di analisi sensoriale degli alimenti che dal 2009 stanno lavorando alla predisposizione di un disciplinare di produzione del “caciofiore”.
Per tutti gli amanti delle tipicità del territorio presenti al Salone del Gusto di Torino sarà una vera “chicca”. In occasione della presentazione saranno offerti anche assaggi del caratteristico formaggio “privo di crosta, di colore avorio, dall’aroma e dal gusto di fermenti lattici”, prodotto dai due unici caseifici artigianali attualmente autorizzati a produrlo in questa fase sperimentale: Di Pietrantonio di Belforte del Chienti e l’azienda biozootecnica Angeli di Pieve Torina.
***
“Nel quadro del programma di valorizzazione – ricorda Lucia Bailetti, direttrice del Centro di analisi sensoriali – nei mesi scorsi sono state attivate alcune prove sensoriali comparative, volte ad identificare le tecniche di produzione che garantiscono la miglior resa qualitativa. Oltre al tipo e alla qualità di latte da utilizzare, stiamo valutando di chiarire quale tipo di caglio vegetale veniva effettivamente utilizzato per produrre questo pecorino. Diverse testimonianze, infatti, fanno riferimento all’uso dei fiori del cardo selvatico mentre altre fonti citano l’utilizzo della foglia della ‘carlina’.”
I risultati dell’analisi sensoriale fin qui condotti confermano che conviene consumare un Caciofiore fresco anziché stagionato. Questo perché con un breve affinamento si possono percepire al massimo le caratteristiche di tale formaggio, che sono una grande freschezza a livello gustativo con sentori di erba fresca e cagliata e un piacevole retrogusto amaricante, peculiarità derivante proprio dall’utilizzo del caglio vegetale.

Nella foto, la presentazione delle prime forme di formaggio “Caciofiore” in occasione di una precedente iniziativa promozionale delle tipicità del Maceratese

Comunicato stampa