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Suinicoltura: in tavola i sapori dello storico incrocio marchigiano

Recupera la tradizione del territorio, punta a rivitalizzare il settore, ripopolare le zone pedemontane e montane delle Marche e a immettere nel mercato un prodotto buono, sano, genuino. Questi gli obiettivi che Bovinmarche si è posta recuperando un incrocio storico di suino marchigiano risalente agli anni ’60 nato per sfruttare le caratteristiche sia della razza mora, sia della large white. La sperimentazione, che ha concluso la sua prima fase, è stata presentata dall’Associazione di produttori della filiera agroalimentare Carni della Marca, martedì 8 ottobre, a Fabriano (AN), patria dell’omonimo salame presidio Slow Food, durante il convegno “La suinicoltura marchigiana: nuove opportunità tra tradizione innovazione”.

Tra gli scopi che si è sempre posta l’associazione – ha detto Paolo Laudisio, direttore Bovinmarche, in apertura ai lavori – c’è lo sperimentare, il guardare al futuro e dar forza ai soci (400 ndr). Con il progetto presentato a operatori e studenti, cerchiamo di rafforzare un settore, quello dell’allevamento di suini che, nelle Marche, è in difficoltà. Per questo, come fatto 30 anni fa con i bovini, puntiamo a riportare il pascolo estensivo dei suini nelle zone montane e pedemontane della regione. Un primo passaggio che ci auspichiamo possa rivitalizzare il comparto”.

A dare spunto all’iniziativa è stata la nuova etica del consumatore di carne e la parallela riscoperta del valore del grasso “buono” animale. È in questo nuovo scenario che è nato il progetto Bovinmarche. Il via è stato dato a dicembre 2017, in occasione dei 30 anni dell’Associazione, con la nascita dei primi lattonzoli distribuiti a 4 piccole aziende agricole dell’Appennino. I suini sono stati allevati in modo tradizionale senza utilizzare antibiotici, sono stati fatti crescere in un ambiente incontaminato, allo stato semi-brado e alimentati con i prodotti dell’azienda. Nella primavera di quest’anno Bovinmarche ha eseguito le prime prove di trasformazione che hanno portato alla produzione dei salumi simbolo della tradizione marchigiana (lonze, salami, prosciutti) che le decine di presenti all’incontro che si è svolto a Fabriano hanno potuto degustare.

Presenti all’appuntamento di Fabriano, come relatori, anche Andrea Montresor di “Impresa Verde Marche”, Maria Federica Trombetta, dell’UNVIPM; Paolo Ferrari e Anna Garavaldi del CRPA di Reggio Emilia; Emilio Procaccini, dirigente scolastico dell’istituto tecnico agrario “G. Vivarelli” di Fabriano.

Quando il pubblico, come ci auspichiamo, darà riscontro positivo – aggiunge Domenico Romanini, presidente Bovinmarche –, il nuovo prodotto sarà distribuito a macellerie, ristoranti e agriturismi convenzionati con l’associazione. Bovinmarche concentrerà poi la produzione per renderla disponibile e appetibile anche ai mercati più esigenti come la Gdo”.

IL PROGETTO

Nelle Marche, come in gran parte dell’Italia centrale – precisa Francesco Perlini, responsabile del progetto per Bovinmarche – veniva allevato un suino nero molto rustico. Un tipo genetico frutto di una selezione massale ottenuta nei secoli dall’uomo partendo dai cinghiali. Il suino nero – oggi denominato ‘razza mora’ – è caratteristico per la sua rusticità e voracità e si adatta benissimo anche ai sistemi di allevamento brado e semibrado. In tempi antichi veniva allevato libero affinché potesse cibarsi dei frutti del sottobosco: bulbi, tuberi e soprattutto ghiande. Successivamente si decise di allevarlo in recinti per migliorarne la crescita integrando l’alimentazione con cereali e altri prodotti aziendali. La sua importanza, nel nucleo famigliare contadino, era strategica per il sostentamento: la carcassa ricca di tessuto adiposo era fonte energetica primaria della famiglia. Il suo grasso era sodo perché ricco di acidi grassi saturi e, quindi, resistente all’irrancidimento, caratteristica fondamentale per la conservazione. Ma dopo la fine della II Guerra Mondiale, nelle Marche, cambiò lo stile di vita e, con la ripresa economica, anche le richieste alimentari: i grassi animali vennero sostituiti da quelli vegetali. Il suino ‘nero’ fu, negli anni, sostituito, tramite incroci con razze “bianche” (Large White, Landrace, Pietrain) provenienti dal Nord Europa. Le caratteristiche dei capi mutarono a vantaggio di un maggior percentuale di carne. Le nuove razze erano caratterizzate dall’essere molto prolifiche, con una struttura più asciutta e ricca di massa muscolare. Erano ideali per rispondere alla richiesta del mercato e per reggere il confronto con la carne bovina: divennero una reale, quanto economica, alternativa. Queste nuove tipologie di animale richiesero però una rivisitazione del comparto suinicolo che favorì gli insediamenti intensivi, con forti concentrazioni di animali, a discapito della qualità della vita degli stessi e della tutela dell’ambiente. Gli allevatori marchigiani, sensibili alle nuove richieste dei consumatori rivolte a produzioni ecosostenibili e integrate nel territorio, individuarono sistemi di allevamento alternativi”.

“Bovinmarche, vicina ai soci allevatori – continua Perlini – propone oggi un sistema più rispettoso dell’ambiente, riportando in auge le più tradizionali pratiche di allevamento e presentando un animale capace di rispondere alle caratteristiche necessarie per la trasformazione delle carni. Propone un incrocio, un suino con caratteristiche intermedie, perfetto per le grandi quantità e per la tipologia di struttura più magra di cui necessita il mercato. Anche il sapore è gradevole. Le cellule adipose dei muscoli, il grasso intramuscolare, rappresentano un tessuto di riserva che trattiene i profumi, gli aromi degli alimenti di cui si ciba l’animale. Alla cottura delle carni avviene il rilascio di questi sentori che condiscono e rendono, allo stesso tempo, più tenera la carne”.

Bovinmarche.it

Montecassiano capitale del teatro amatoriale con “Marche in Atti 2019”

A Montecassiano (MC) una lunga serie di spettacoli per eleggere la compagnia che rappresenterà le Marche al Gran Premio Nazionale della FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori).

Un festival per eleggere lo spettacolo e la migliore compagnia amatoriale delle Marche. Da domenica 13 ottobre a sabato 16 novembre, al Teatro Ferri di Montecassiano saranno sette gli appuntamenti della quarta edizione di “Marche in Atti”, la kermesse regionale dedicata al teatro amatoriale, che confluirà nel Gran Premio Nazionale della Fita (la Federazione Italiana Teatro Amatori). La compagnia che sarà giudicata come la migliore dalla giuria tecnica del festival si esibirà infatti nei prossimi mesi a Roma, dove competerà con i vincitori delle singole regioni nell’appuntamento finale organizzato da Fita nazionale e dalle organizzazioni regionali.

Il livello delle compagnie che fanno teatro in lingua sta crescendo in maniera esponenziale anno dopo anno – commenta la presidente di Fita Marche, Federica Bernardini – oggi, grazie anche ai nostri corsi di formazione, al teatro dialettale, che rappresenta tutt’ora il fulcro dell’attività amatoriale, si è aggiunto in maniera importante quello in lingua. Una crescita culturale per l’intera comunità, che vede anche un profondo rilancio di vari gener, tra cui il musical, con il coinvolgimento di giovanissimi attori”.

Gli spettacoli in cartellone a Montecassiano

Si parte domenica 13 ottobre alle 17:15 con “Così fan tutte” della compagnia Filarmonico Drammatica di Macerata, per proseguire domenica 20 ottobre, sempre alle 17:15, con “I Giusti nel tempo del male” della compagnia anconetana Claet che propone una storia reale del dramma della guerra nell’ex Jugoslavia, riportata nell’omonimo libro di Svetlana Broz. Sabato 26 ottobre alle ore 21;15 sarà la volta di “Non ti conosco più” dell’Associazione Tutto Esaurito di Chiaravalle (AN), mentre domenica 3 novembre alle 17:15 il Teatro Accademia metterà in scena “Tre civette sul comò”. Domenica 19 novembre alle 17:15 sarà la volta di “Moby Dick – L’incubo di Achab” del C.T.R. Calabresi Te.Ma Riuniti, per arrivare a sabato 16 novembre quando alle 21:15 l’Associazione Mnemosine Gruppo Keteatrotifo presenterà “Non tutti i ladri vengono per nuocere”. Domenica 17 novembre, sempre alle 17:15 lo spettacolo finale di Marche in Atti e la premiazione della compagnia che avrà accesso all’evento nazionale, in rappresentanza del teatro marchigiano.

Il costo dei biglietti è di sette euro con possibilità di abbonamento a tutti gli spettacoli a prezzo agevolato. Sulla pagina facebook di Fita Marche le informazioni generali e le descrizioni dei singoli spettacoli in calendario.

 

Suinicoltura marchigiana: un convegno a Fabriano

 Appuntamento martedì 8 ottobre, alle ore 10, nella sala Ubaldi dell’istituto tecnico agrario “G. Vivarelli” di Fabriano (AN) con “La suinicoltura marchigiana: nuove opportunità tra tradizione innovazione” convegno promosso da Bovinmarche, l’associazione di produttori della filiera Carni della Marca.

L’incontro, rivolto agli operatori del settore e agli studenti, sarà l’occasione per conoscere i risultati del progetto attivato da Bovinmarche a dicembre 2017. La sperimentazione riguarda la carne suina e, in particolare, il recupero di un incrocio storico, nato negli anni ’60 nelle Marche, per sfruttare le caratteristiche della razza mora e della large white. Un incrocio presente e apprezzato in una regione in cui il valore del maiale era tradizionalmente legato all’apporto calorico del grasso animale.

La scommessa di Bovinmarche, coadiuvata nell’attività dal Centro Ricerca Produzione Animali di Reggio Emilia, sta nel riportare quel gusto antico e quell’appetibilità di una carne più grassa (ma composta di un grasso “buono”, ottima anche per la produzione di salumi) nelle tavole delle Marche.

A parlarne sarà Francesco Perlini, responsabile del progetto per Bovinmarche nel suo intervento: “La sperimentazione di un incrocio di suino adatto ad un allevamento semibrado: una opportunità per migliorare la competitività delle aziende agricole e garantire una migliore sostenibilità ambientale”.

Ad aprire i lavori sarà il saluto di Paolo Laudisio, direttore Bovinmarche, e del dirigente scolastico di Fabriano, Emilio Procaccini.

A seguire Andrea Montresor di “Impresa Verde Marche” illustrerà “Le opportunità delle azioni di informazione nei progetti di innovazione del PSR Regione Marche”. Sarà poi la volta di Perlini e, successivamente, di Maria Federica Trombetta, dell’UNVIPM che affronterà il tema “Uso degli antibiotici in suinicoltura”; di Paolo Ferrari, del CRPA di Reggio Emilia e del suo intervento “Biosicurezza e benessere animale per ridurre l’uso di antibiotici” e di Anna Garavaldi, del CRPA, che illustrerà il tema “Panel test e consumer test: due strumenti indispensabili per la valutazione dei prodotti di qualità”.

Le conclusioni saranno affidate al presidente Bovinmarche Domenico Romanini che chiuderà il convegno, alle ore 13, prima della degustazione dei salumi della tradizione marchigiana ottenuti dai suini della sperimentazione.

Ingresso libero.

 

SuperEnalotto, Marche: Ancona, un 5 da 75mila euro

Marche ancora a segno con il SuperEnalotto: nel concorso di sabato sera un giocatore di Ancona ha centrato un 5 da 75.682,73 euro, riferisce Agipronews. La schedina vincente è stata convalidata alla Tabaccheria Boccolini di via Maggini 18. Il Jackpot, nel frattempo, ha raggiunto i 10,8 milioni di euro. L’ultimo “6” è stato centrato martedì 17 settembre, con 66,3 milioni di euro finiti a Montechiarugolo, in provincia di Parma, mentre nelle Marche il 6 è stato realizzato solo una volta, 10 milioni di euro vinti sempre a Fermo il 9 agosto del 2000.

SuperEnalotto, Marche: a Castelfidardo un 5 da 47mila euro

Marche a segno con il SuperEnalotto: un giocatore di Castefidardo, in provincia di Ancona, ha centrato un 5 da 47.177,75 euro, come riporta Agipronews.

La schedina vincente è stata convalidata alla Tabaccheria di via G.Rossini 36.

Il Jackpot, nel frattempo, ha raggiunto gli 8,4 milioni di euro.

L’ultimo “6” è stato centrato martedì 17 settembre, con 66,3 milioni di euro finiti a Montechiarugolo, in provincia di Parma, mentre nelle Marche il 6 è stato centrato solo una volta, 10 milioni di euro vinti sempre a Fermo il 9 agosto del 2000.

Civitanova Marche: l’energia della P-Funking Band l’1 agosto

Mercoledì 1 agosto torna la P-Funking, l’energia della marching band umbra in centro 

Inizia nel segno dell’energia e del divertimento il mese di agosto per “Un’estate in jazz”, l’iniziativa dedicata agli acquisti serali organizzata da Centriamo, Associazione dei Commercianti di Civitanova Marche, con il supporto del Comune di Civitanova e, da quest’anno, con la collaborazione di Civitanova Jazz Festival in partnership con l’associazione culturale Musicamdo e Marche Jazz Network. 

Infatti tra le vetrine illuminate del centro cittadino si aggirerà la P-Funking Band, la marching umbra che torna a Civitanova per una nuova iniezione di allegria. 

Partendo da Corso Garibaldi, la band capitanata da Riccardo Giulietti, infiammerà ogni vicolo sul suo cammino fino alla zona nord di Corso Umberto I. 

La P-Funking Band fonde nelle sue performance musica e movimento: una miscela fresca, originale ed esplosiva di funk, disco music, hip hop, soul, rhythm’n’blues e jazz rivisitata in chiave marching, che si affianca a travolgenti coreografie a cui partecipa tutta la Band che sfila, marciando e ballando, tra le vie cittadine e tra lo stesso pubblico, parte dello spettacolo. Un ritmo trascinante, un repertorio accattivante che unisce capolavori conosciuti e chicche di raro ascolto a brani originali, dando vita a una proposta unica e originale. Un approccio che ha portato i funkers a riarrangiare brani famosi e melodie conosciute in forma originale

Lunga pausa poi per “Un’estate in jazz” che scavalca il ferragosto e torna mercoledì 22 agosto in Piazza Abba con il progetto Massimo Valentini Jumble Music, un viaggio dal Sudamerica ai Balcani, andata e ritorno su chitarre manouche, jazz ed elettronica.

Tutti i concerti, garantiti anche in caso di pioggia, sono ad ingresso gratuito. 

Marche: in arrivo sulle spiagge la Notte dei Desideri:

Il prossimo venerdì 27 luglio 2018 sulle spiagge marchigiane prenderà il via la terza edizione della Notte dei Desideri:

migliaia di luci e lanterne colorate, oltre 30 appuntamenti tra musica, teatro, cene romantiche, 18 Comuni e 180 chilometri di litorale coinvolti.

Un’atmosfera ricca di luci e di fuochi creerà il giusto clima per coinvolgere tutti in una notte di emozioni e suggestione.

L’iniziativa, in programma venerdì 27 luglio, vedrà i 180 km di costa marchigiana uniti in un unico evento di luci, spettacoli e cultura

È la serata più attesa dell’estate marchigiana, sicuramente la più estesa: da Gabicce a San Benedetto del Tronto.

Sotto l’egida della Regione Marche (Assessorato al Turismo), l’intera costa marchigiana festeggerà gli eventi proposti da ogni singolo comune per celebrare la piacevolezza della vacanza al mare e nei territori dell’entroterra marchigiano: 18 comuni coinvolti, con un programma fittissimo che comprende oltre 35 eventi, tra lancio di lanterne per esprimere un desiderio, eventi teatrali, spettacoli di ballo, musica, gare sportive, esperienze culinarie, intrattenimenti per I bambini, mostre fotografiche, recital, presentazioni di libri e naturalmente… l’osservazione dell’eclissi totale di luna, il fenomeno di eccezione che straordinariamente si affianca alla Notte dei Desideri 2018.

“ E’ un evento pensato tre anni fa per realizzare una modalità di collegamento e unicità alla costa – ha spiegato l’assessore al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni – superando i campanilismi competitivi per unirsi a sistema, per dare forza, appunto, al sistema dell’accoglienza in sinergia tra pubblico e privato. E tutti gli operatori della recettività e i Comuni stanno rispondendo con sempre maggiore entusiasmo e capacità organizzativa. Una connessione quindi virtuosa per una serata magica che vuole essere anche l’abbraccio delle Marche al turista che sarà qui in vacanza, ma richiamare anche quelli dalle regioni confinanti e penso all’Umbria e all’Emilia Romagna.”

Le radio più ascoltate della riviera saranno in collegamento tra loro e in onda per la notte dei desideri coinvolgendo il pubblico di tutta la costa: Radio Fano, Radio Arancia, Radio Linea e Radio Azzurra accompagneranno in diretta tutti gli eventi della riviera e distribuiranno, dalle loro postazioni, alcuni gadget ai più fortunati ascoltatori.

Social, pubbliche affissioni, spot radiofonici, locandine e brochure distribuiti in tutta la regione faciliteranno la scelta di turisti e locali che vorranno scegliere il tipo di serata più adatto alle loro esigenze.

A Senigallia, per esempio, il pubblico appassionato di fotografia potrà godersi la mostra di Robert Doisneau, o assistere al recital di poesia di Prevert e l’amore . Dress code a tinta unita bianca è quello richiesto a Falconara Marittima e a Civitanova Marche, Sirolo, Fano che promuovono una serata in spiaggia, tra balli, e spettacoli di lanterne e fuochi d’artificio. Ancona ospiterà, all’interno della sua Mole Vanvitelliana l’Ancona Beat Festival, e la presentazione di libri sul Beat in Italia.

Il Comune di Numana promuove una NOTTE DEI DESIDERI CON LE WINX dalle ore 18.00 alle ore 24.00 a Marcelli di Numana, con uno spettacolo di danza con le sei fatine seguito da fuochi d’artificio ed il lancio delle lanterne. A Porto Recanati LA NOTTE DANZA presso il Kursaal Lido e Lungomare Lepanto con un “concentrato di ottima danza” di tutti gli stili, dal moderno, jazz, al classico, dall’hip hop al contemporaneo, danza acrobatica, cheerleading zumba, saltarello marchigiano. Tanta danza anche sulla spiaggia di Pedaso con l’evento intitolato MOONDANCE

Porto Sant’Elpidio rivolgerà la sua attenzione alle competizioni sportive con l’Arena Beach Soccer presso l’Arena Orfeo Serafini, sul lungomare, per terminare poi con il suggestivo lancio delle lanterne luminose . Sport e tradizioni a Cupra Marittima, dove il centro D’arti D’Oriente mostrerà folklore, arti marziali e tradizioni orientali a tutti i presenti. Porto San Giorgio ha scelto la comicità surreale e sottile del Duo “ Istanbul Kebab” direttamente da Zelig con lo spettacolo “ PANNA FREDDA”. Mondolfo propone un dress code in BLU ed allestisce uno spettacolo di beneficienza organizzato dall’Associazione Omphaos Autismo & Famiglie Il Comune di Fermo vive la Notte dei Desideri in due tranche principali. La prima, presso il Borgo di Torre di Palme dalle ore 18.00 in poi con iI Menù del Desiderio presso i ristoranti aderenti e lo spettacolo EROI E SACERDOTESSE: I PICENI DELL’AGER PALMENSIS. Dopo le ore 21,30 nel centro storico della città, vivremo l’apertura della storica Cavalcata dell’Assunta.

Grottammare dedica la sua notte dei Desideri a “LA SIGNORA DELLA NOTTE “. Dalle ore 21.30, sulla Terrazza dell’Ospitale Casa delle Associazioni – Vecchio Incasato, sarà possibile osservare le meraviglie del cosmo ed in particolare la luna Rossa, grazie ad un telescopio a disposizione del pubblico presente.

Fittissimo il calendario degli eventi di San Benedetto del Tronto dove già dal pomeriggio si susseguiranno iniziative fino a mezzanotte: la FESTA DELLA MADONNA DELLA MARINA in area portuale e centro cittadino; i TESORI IN CENTRO , il NEON FESTIVAL PREVIEW nella parte alta del paese presso la Torre dei Gualtieri, il RECITAL DEL MARE presso la Banchina Malfizia e gli INCONTRI CON L’AUTORE in cui Enrico Vanzina presenta “La sera a Roma”. Gabicce mare si tinge di rosa e punta tutto sul lancio di palloncini rigorosamente biodegradabili. Anche Pesaro propone iniziative rivolte al volo, mettendo a disposizione di piccoli e familiari una mongolfiera che consentirà un viaggio sopra il litorale di Pesaro. Ripropone inoltre il Battesimo della Sella che già aveva avuto tanto successo lo scorso anno.

La Notte dei Desideri vive anche sui social con l’hashtag #marchedeidesideri e ai canali Marche Tourism tra cui Facebook Twitter ed Instagram e il blog www.destinazionemarche.it. Tutti gli eventi sono su eventi.turismo.marche.it

Fermo è la provincia nelle Marche con più edifici con ascensore

Le Marche, con un edificio con ascensore ogni 128 abitanti, si classificano al nono posto fra le regioni italiane per densità di ascensori, all’undicesimo posto per numero assoluto con 12085 immobili che hanno almeno un impianto. È quanto emerge da un’analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili.

Fermo è la provincia nelle Marche con più edifici con ascensore per abitanti (1 ogni 102, 16esima a livello nazionale). Al secondo posto si trova Ascoli Piceno (1/104 cittadini, 17esima) seguita al terzo posto a pari merito dalle provincie di Macerata (1/132 abitanti) e di Ancona (1/132 abitanti). All’ultimo posto c’è Pesaro e Urbino con un edificio con ascensore ogni 156 cittadini.

Dalle nostre analisi – spiega Luigi Maggioni, amministratore delegato di thyssenkrupp Elevator Italia – nelle Marche, gli impianti presenti nei circa 12.085 edifici con ascensori sono utilizzati da 500mila persone e richiedono mediamente poco più di 5 interventi all’anno. I motivi principali delle chiamate sono: guasti alle porte, schede elettroniche bruciate, bottoniere usurate, ecc.” I maggiori costi sostenuti dai condomini per questi interventi, secondo thyssenkrupp Elevator Italia, ammontano a oltre 700 € l’anno.

Il servizio di manutenzione predittiva e preventiva per gli ascensori – prosegue l’amministratore delegato – può ridurre del 50% i tempi di fermo impianto. Collegando in rete tutti gli ascensori è possibile monitorare da remoto lo stato di salute e intervenire tempestivamenteL’ascensore oggi è il mezzo più usato al mondo: i 12 milioni di impianti esistenti sono usati da un miliardo di persone. E’ stato stimato che ogni anno si accumulano 190 milioni di ore di fuori servizio a livello mondiale, di cui 11 milioni di ore in Italia. Questo significa che nel nostro Paese un ascensore sta fermo per guasti mediamente 4 giorni e mezzo all’anno

L’ascensore – conclude infine Maggioni – consuma il 10% dell’energia totale di tutto l’edificio. L’impiego di tecnologia innovativa consente all’industria ascensoristica di migliorare le performance e l’efficienza energetica: un ascensore efficiente, realizzato con tecnologie standard consuma il 27% in meno di energia ma un ascensore “moderno”, realizzato con materiali ultra leggeri, elettronica intelligente che lo mette in standby se inutilizzato e dotato di sistemi che recuperano l’energia in frenata, permette un risparmio energetico fino al 50%”.

 

L’Italia è il Paese che ha il parco ascensori più vasto, ma anche più “anziano” in Europa: circa il 40% degli impianti in funzione ha più di 30 anni e oltre il 60% non è dotato di tecnologie moderne capaci di garantire un livello assoluto di sicurezza agli utenti. Gli impianti installati prima del 1999 non sono dotati delle moderne tecnologie in grado di garantire il livello di sicurezza minimo richiesto dagli standard Europei (Nuova Direttiva Ascensori 2014/33/UE). Si pensi ad esempio ai sistemi di chiamata d’emergenza, ai sistemi di chiusura delle porte automatiche, al livellamento tra piano e cabina di ascensore. 

 

La presenza di edifici con ascensori nelle province marchigiane

 

Provincia

Edifici con ascensori

Abitanti in edifici

con ascensore

Fermo

1709

102

Ascoli Piceno

2025

103

Ancona

3607

132

Macerata

2423

132

Pesaro e Urbino

2321

156

Marche

12085

127 (media)

Fonte: Dati Istat rielaborazione thyssenkrupp elevator italia

Vinitaly, Premio Angelo Betti a La Staffa di Staffolo

Alla 52ª edizione di Vinitaly il “Premio Angelo Betti per i Benemeriti della Viticoltura – Gran Medaglia Cangrande” per la Regione Marche è stato assegnato alla società agricola La Staffa di Staffolo (Ancona).

Guidata da Riccardo Baldi, 27 anni, produce – su una superficie di 10 ettari coltivata per il 90% a Verdicchio dei Castelli di Jesi e per il restante 10% a Montepulciano – circa 50mila bottiglie, seguite dall’enologo Umberto Trombelli.

Nel 2013 l’azienda ha intrapreso il percorso verso il biologico, dando così risposta alle richieste dei consumatori e assecondando la tendenza delle Marche, una delle realtà dove il biologico ha una forte presenza nelle produzioni agricole.

Acquistata nel 2004 da Mario Baldi, dal 2009 il titolare è il figlio Riccardo, che ha subito iniziato la costruzione di una nuova cantina e ha saputo accelerare sulla strada dell’internazionalizzazione, tanto che oggi il 70% del vino è venduto tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Belgio, Svezia e Russia, Hong Kong e Giappone. Il processo di crescita non è ancora terminato e nel futuro prossimo ci sono nuovi terreni in proprietà, un’espansione della superficie vitata e moderne attrezzature per l’attività vitivinicola.

Soddisfatta l’assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini, che ha premiato Riccardo Baldi insieme al direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. “In questi anni sono stati messi a disposizione per i giovani, grazie alle misure del Programma di sviluppo rurale, oltre 100 milioni di euro e a breve saranno pubblicati nuovi bandi, specifici per le imprese inserite nel cratere del sisma – ha annunciato l’assessore Casini –. Le politiche del Psr hanno incentivato il ricambio generazionale, soprattutto riguardo all’innovazione, producendo risultati importanti. È interessante notare anche che oggi viene premiato un ragazzo che ha ancora 27 anni e che produce un vino, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, che quest’anno ne compie 50”.

Primo evento 2018 di FAT FAT FAT, Festival di musica elettronica e black music

Manovre di avvicinamento all’estate per il FAT FAT FAT Festival, la kermesse marchigiana di musica black, elettronica e arti contemporanee ormai entrata a far parte dell’olimpo dei festival più interessanti della scena europea. Sabato 10 alle 21.30, infatti, si accendono le luci dell’Auditorium Borgo Marconi di Morrovalle per l’esibizione dell’artista britannico Alfa Mist.

L’evento, patrocinato dal Comune di Morrovalle, possibile anche grazie al contributo della Fondazione Luigi Canale e della Pro Loco di Trodica, si colloca tra le iniziative preparatorie di FAT FAT FAT: evento estivo che si tiene da due anni tra Piazza Vittorio Emanuele II (Morrovalle) e la Grancia di Sarrocciano (Corridonia).

Una rassegna che lo scorso anno ha visto più di 20 artisti internazionali e oltre 4000 spettatori provenienti dall’Italia e dal resto del mondo, battere incuriositi le colline, le spiagge marchigiane e godere delle eccellenze di questi luoghi.

Quello di sabato si configura come un appuntamento imperdibile dato lo spessore di questo artista capace di fondere assieme jazz, hip hop e soul. Cresciuto a Newham, quartiere ad est di Londra, Alfa Mist inizia il suo viaggio musicale nelle vesti di produttore hip-hop e grime. Pianista e rapper autodidatta, Alfa Mist fa parte di quella nuova ondata creativa proveniente in special modo dai quartieri suburbani di Londra, che utilizza la sperimentazione e l’ibridazione per varcare il genere musicale ed esplorare nuovi panorami. Armonie jazz, beat ed atmosfere crepuscolari in un concentrato di suoni e influenze che pescano dall’anima della black music per andare oltre verso orizzonti musicali tutti da esplorare.

Dopo il disco d’esordio dal nome “Antiphon”, è con “Nocturne” che Alfa Mist entra di diritto nella cosiddetta scena new jazz: un Ep magnetico, in grado di esaltare le sue doti di pianista e beat maker.

Il team di FAT FAT FAT apre, quindi, il nuovo anno portando in terra marchigiana un artista di grande levatura con un tour europeo fatto di grandi club e realtà internazionali. Una tendenza, questa, in linea con gli obiettivi del contenitore culturale marchiato dalle tre F che celebra il genius loci come capacità esperienziale di unturismo colto ed internazionale che coglie, attraverso la musica e l’arte, l’essenza stessa della provincia portando al contempo la provincia a dialogare con l’internazionalità alla stregua di una realtà metropolitana.

In occasione dell’evento di Alfa Mist a Morrovalle, il team di FAT FAT FAT annuncerà
le date e il tema della prossima edizione estiva, la nuova comunicazione e la linea grafica che interesserà la terza edizione del festival marchigiano. Biglietti disponibili a 12 euro su www.liveticket.it.