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San Severino: domenica la mostra mercato di antiquariato, artigianato, hobbistica

Domenica prossima (30 gennaio) torna, in piazza Del Popolo, l’appuntamento con la mostra mercato di antiquariato, hobbistica e artigianato “Una Piazza d’altri Tempi”.
L’iniziativa, promossa dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con la Pro Loco, è in programma nelle quinte domeniche del 2022 (30 gennaio, 29 maggio, 31 luglio e 30 ottobre).
Il comando della Polizia Locale ha predisposto in proposito specifica Ordinanza che vieta il transito e la sosta dei veicoli in piazza Del Popolo, dalle ore 7 alle 21, dal civico numero 19 al civico numero 45 e nel tratto compreso tra via Garibaldi e via Ercole Rosa. Di conseguenza viene anche prescritto il divieto di svolta a destra da via Massarelli in via Nazario Sauro, e il divieto di circolazione in via Garibaldi, eccetto i residenti. I veicoli in difetto saranno rimossi. Sono esclusi dal provvedimento gli espositori che dovranno avere esposto sul cruscotto apposito pass rilasciato dagli organizzatori.
In piazza Del Popolo sarà comunque possibile accedere con ingresso da via Bartolomeo Eustachio e uscita in via Ercole Rosa.

Palio Castelli inaugura mostra “Immagini dal passato”

Ogni festa ha i suoi segreti, ogni spettacolo i suoi retroscena. Tanto più quando la festa, in realtà una vera rievocazione storica capace di far fare a una intera comunità un salto indietro nel tempo, è una festa di popolo vissuta veramente da un’intera comunità.
E’ con lo spirito di svelare il lungo lavorio che sta dietro una così grande organizzazione che l’associazione Palio dei Castelli di San Severino Marche ha inaugurato, nella propria sede di via Largo Croce Verde al civico numero 14, la mostra “Immagini dal passato”.
Al taglio del nastro hanno preso parte la presidente del sodalizio, Graziella Sparvoli, i membri dell’organizzazione, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, diversi amministratori locali.
Promossa con il patrocinio del Comune di San Severino Marche e con il sostegno della direzione generale del Ministero della Cultura e della Regione Marche, l’esposizione si potrà visitare fino al 9 gennaio 2022 nelle giornate di sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (chiuso 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio). Ingresso libero.

“Memorie di una Terra”, il doppio evento espositivo continua

Ci sarà tempo fino a domenica 24 ottobre, ma visto il successo di pubblico la chiusura potrebbe essere prorogata per altre settimane, per fare visita alla doppia esposizione allestita a palazzo Servanzi Confidati dal titolo “Memorie di una Terra”.
L’iniziativa accoglie, nello stesso spazio, il “Museo del Territorio” e il “Museo della Guerra”. La mostra è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, dalle ore 10 alle 12,30, mentre il venerdì, il sabato, la domenica, e nei giorni festivi, dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 16 alle 19.
Per info e prenotazioni ci si può rivolgere all’ufficio Cultura del Comune di San Severino Marche, in piazza del Popolo, dalle ore 8 alle 14, al numero di telefono 0733 641309, oppure alla Pro loco, sempre in piazza del Popolo, aperta dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19 (lunedì chiuso), telefono 0733638414.
L’evento culturale, promosso dal Comune assessorato alla Cultura e Turismo, vede allestito al piano terra dello storico edificio di palazzo Servanzi Confidati il Museo del Territorio e al primo piano il Museo della Guerra.
Con il primo percorso si intende dare voce ad alcune testimonianze della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale mentre con il secondo sarà raccontata la seconda guerra mondiale attraverso le testimonianze della cosiddetta Campagna d’Italia.
Il Museo del Territorio, ospitato fino al terremoto in un edificio annesso alla sede dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”, nasce da una felice intuizione del preside Giuseppe Micozzi Ferri che, negli anni Novanta, con passione e dedizione iniziò a raccogliere da privati cittadini una serie di testimonianze storiche e documentarie. Successivamente il museo si è arricchito di oggetti e strumenti legati al fiorente artigianato locale e alla civiltà protoindustriale. Scopo principale del museo, da sempre, è quello di rinforzare l’identità collettiva difendendo e mantenendo la memoria dal pericolo della dimenticanza e dai possibili travisamenti dell’antico significato di usi e costumi. Nel museo rivivono, quindi, i fondamenti della nostra cultura, una presenza attiva capace di riannodare l’incontro tra le nuove generazioni e il vissuto dei loro antenati, spesso dimenticato.
Il Museo della Guerra, invece, è stato reso possibile dalla donazione di padre Ivo Marchetti, frate cappuccino. Il religioso ha raccolto oltre 3mila reperti del secondo conflitto e ha deciso di donarli alla Città di San Severino Marche con cui ha sempre avuto profondi legami affettivi. Viene esposto un patrimonio storico documentario che rappresenta gli avvenimenti bellici dal 1943 al 1945, noti anche come Campagna d’Italia. Il museo mostra gli orrori della guerra ma, nel ricordare stragi e dolori, diviene un valore culturale al fine di preservare la memoria storica e sollecitare la conoscenza del passato.

Nelle foto: alcuni dettagli della duplice mostra a palazzo Servanzi Confidati

A Enrico Mattei dedicate una mostra e due serate di spettacolo teatrale

A Enrico Mattei, cittadino illustre di Acqualagna, sono dedicate una mostra e due serate di spettacolo teatrale, all’interno del Festival Marche Storie, progetto della Regione Marche, assessorato alla Cultura, che mira a raccontare le Marche attraverso i suoi borghi, i suoi sapori, la sua vicenda millenaria ma soprattutto le sue storie.

Tre giorni, il 17, il 18 e il 19 settembre, per onorare la memoria del fondatore e presidente di Eni, nato ad Acqualagna il 29 aprile 1906, grande protagonista della storia, della cultura italiana e del sistema industriale internazionale.

Il Comune di Acqualagna, in collaborazione con le associazioni locali, organizza ‘Nero Petrolio. Enrico Mattei, storia di un nostro concittadino’, tre giornate di iniziative sulla figura del manager italiano, annoverato tra i “Capitani coraggiosi” del sistema economico mondiale, vissuto in un edificio sulla piazza principale, che porta il suo nome e divenuto alcuni anni fa museo multimediale Enrico Mattei, tra i luoghi culturali più significativi delle Marche.

“Sono particolarmente orgoglioso – sottolinea il sindaco Luca Lisi – di rendere omaggio a Enrico Mattei, protagonista assoluto della storia italiana, le cui tenacia e lungimiranza sono stati un modello di insegnamento per tante generazioni. Un esempio luminoso, che continuiamo a valorizzare e che vorremmo trasmettere ai giovani studenti. Siamo grati alla Regione Marche per averci offerto, attraverso il finanziamento del progetto, la straordinaria occasione di raccontarne la storia, che noi, cittadini di Acqualagna sentiamo nostra”.

Il programma:

Venerdì 17, alle ore 17, in piazza Enrico Mattei, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica su Mattei e alle 17.30 presentazione del lavoro realizzato dagli alunni delle classi terze della scuola media Mattei, in collaborazione con il Comune e con Acqualab Furlo.

Sabato 18, alle ore 21, al Teatro Antonio Conti, Nero Petrolio, il racconto della vita di Mattei attraverso letture e immagini tratti da documenti autentici. Ingresso gratuito.

Lo spettacolo Nero Petrolio sarà replicato domenica 19 settembre, alle ore 18.30. A segurie premiazione degli alunni delle classi terze che hanno conseguito il massimo dei voti all’esame di licenza media. Ingresso gratuito.

Durante le tre giornate sarà possibile visitare la casa natale di Enrico Mattei, il Museo del Tartufo e assaporare i menu al tartufo nei ristoranti di Acqualagna.

Per accedere agli eventi è obbligatorio il green pass.

Info e prenotazioni: acqualagna.com

Info su Marche Storie: marchestorie.it

L’affascinante immaginario di Dante Ferretti in mostra a Macerata

L’affascinante immaginario dello scenografo e costumista Dante Ferretti è protagonista assoluto della mostra “Dante Ferretti, effimero per errore”, allestita a Palazzo Ricci di Macerata dal 25 luglio al 19 settembre 2021. L’esposizione, a cura di Pierfrancesco Giannangeli e Benito Leonori con l’assistenza di Bianca Piacentini, è promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata (Carima), con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Macerata. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura.

Dante Ferretti, originario di Macerata, è celebre a livello internazionale grazie alle sue numerose collaborazioni in importanti produzioni hollywoodiane ed è vincitore di vari riconoscimenti, tra cui tre premi Oscar per i film “The Aviator” e “Hugo Cabret” di Martin Scorsese e “Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street” di Tim Burton.
Nelle sale di Palazzo Ricci sono esposti 10 bozzetti a pastello su alluminio, carta, cartoncino, cartone, compensato e tela – tra cui quelli dei film premiati agli Oscar – e un modellino di resina, appartenenti alle collezioni della Fondazione Carima. L’allestimento della mostra è realizzato nei laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, coordinati da Benito Leonori.
Il visitatore si troverà immerso nel processo della creazione artistica, nella stessa situazione che vive il regista quando lo scenografo gli sottopone l’ipotesi creativa, attraverso bozzetti e modellini. La mostra è un emozionante viaggio tra il buio e la luce, per scoprire e rivivere come inizia il percorso di costruzione di quel film o spettacolo teatrale.
Da tutto ciò deriva il titolo della mostra: “effimero per errore”. «È un gioco di parole sull’essenza della pratica dello spettacolo – spiegano i curatori – a torto considerata un effimero che dura il tempo della rappresentazione o delle riprese. Al contrario, l’evento, quando accade, è un’esperienza di vita condivisa nell’attimo del suo farsi sia per l’artista che per lo spettatore, e la vita è un susseguirsi di momenti spesso effimeri che la caratterizzano e la rendono unica ed entusiasmante, eterna nel suo splendore. Considerare una scenografia un effimero è pertanto un errore, perché quel variegato mondo di immagini resta per sempre impresso nella memoria, intellettuale e affettiva, di uno spettatore».

L’apprendistato di Dante Ferretti avviene in area marchigiana nel lontano 1962, nella Baia di Portonovo in provincia di Ancona. «Ricordo che mi chiamavano l’architettino, con un certo rispetto per il mio ruolo. – scrive Ferretti – Con il mio amore per il cinema e con tutta l’incoscienza dei miei diciassette anni mi sono gettato in un’avventura che, a distanza di tempo, mi sembra davvero titanica». Questo singolare eroe scenografico dei due mondi è erede di una tradizione plurisecolare italiana di artigiani che negli Stati Uniti ha rappresentato un valore aggiunto.
Dal mondo pasoliniano, fuori tempo e fuori luogo, Ferretti si interfaccia con quello felliniano che recupera in extremis l’inconfondibile connotazione nazionale, per completarsi con quello scorsesiano di impronta americana. Ricorda lo stesso Ferretti: «Nella mia formazione ha poi influito molto la mia incontenibile passione per il cinema, soprattutto quello americano, da “Quarto potere” alle grandi ricostruzioni storiche come “Ben Hur” e “La tunica”. È stato in compagnia di questi film che da ragazzo ho trascorso interi pomeriggi nelle sale cinematografiche di Macerata».

A muovere la creatività di Ferretti è l’esigenza testarda di rendere ogni volta tangibile, ancorché visibile, l’inimmaginabile. Questa ossessione prende forma dalla traccia cartacea o similare in cui le linee e i colori lasciano a chi guarda il compito di elaborare mentalmente quel che persino sullo schermo rimane inafferrabile e suggestivo. «La scenografia per Ferretti non è che lo stadio terminale di un sogno sognato e poi reso cosciente da lasciarsi alle spalle per incominciare tutto daccapo, in un perenne esercizio da esordiente che si confronta con prove ulteriori», spiega Anton Giulio Mancino nel suo contributo nel catalogo di mostra, edito da Maggioli.

Sempre dal catalogo, l’intervento di Renzo Bellanca sulla scenografia cinematografica: “È un processo simile a quello che compie un attore che, letta la sua parte, deve entrare nel suo ruolo e nel contesto storico, facendolo vivere allo spettatore: in questo modo ti permette di viaggiare, inizialmente, stando al tavolo da disegno, restituendo al pubblico stesso il viaggio, i rumori, gli odori immaginati attraverso quegli elementi architettonici, colori, oggetti e arredi che hai selezionato, conducendolo a volte anche in quei luoghi interiori che molte volte sono soltanto atmosfere impalpabili ma che hai saputo rendere visibile anche se visibile non è”.

Archivio di Stato, Pesaro: mostra dedicata ai grandi scomparsi nel 2020

L’Archivio di Stato di Pesaro fino al 14 novembre ospita la mostra di Mario Vespasiani “Ritratti: sguardi e anime” un progetto dedicato ai grandi personaggi del mondo della cultura scomparsi in questi mesi, tredici acquerelli su carta dal grande valore simbolico e umano, che confermano la sua abilità di ritrattista e un’enfasi coloristica che sottolinea un’evidente profondità di pensiero.

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San Severino: mostra opere Alberto Miconi

Resterà aperta fino a sabato prossimo (17 ottobre), nella sede espositiva allestita in via Eustachio, la mostra di pitture che, a vent’anni esatti dalla scomparsa, per volontà dei familiari intende ricordare la figura e le opere di Antonio Miconi.

L’iniziativa è stata inaugurata dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei.

La mostra resterà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 17,30 alle 20.

Aperta la mostra “Remo Scuriatti, fotografo e pittore”

“Questa mostra sarà l’evento di fine e inizio d’anno non solo per la Città di San Severino Marche ma per l’intera regione”. Così il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, alla cerimonia d’apertura dell’esposizione che, a 120 anni esatti dalla morte, intende ricordare il fotografo e pittore Remo Scuriatti, “il più grande artista settempedano del Novecento”, ha ricordato ancora il primo cittadino compiendo insieme al curatore, Alberto Pellegrino, un tour per il vernissage nelle tre sedi espositive che accolgono una lunga serie di straordinarie opere: il palazzo della Ragione Sommaria, che ospita la sezione dedicata alla fotografia e alla prima stagione pittorica, la chiesa della Misericordia, che apre alla visita alle opere sul paesaggio marchigiano e alla serie della Galattiche, e la pinacoteca comunale, dove trova spazio una mostra nella mostra che ricorda la “cerchia” di artisti che furono molto vicini al protagonista dell’evento culturale che proseguirà fino al 28 febbraio 2021.

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Pesaro: Dalla, Mina, Morandi e gli altri in mostra

Pesaro Città Creativa Unesco della Musica accoglie un nuovo progetto espositivo che vede protagonista la “musica d’autore” specchio della nostra storia recente e strumento di esplorazione e interpretazione delle grandi trasformazioni politiche e sociali di quel periodo.

Dopo aver fatto tappa a Bologna, arriva sull’Adriatico la mostra “NOI. Non erano solo canzonette”. Organizzata dal Comune di Pesaro – Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo, sarà aperta al pubblico da domenica 12 luglio a Palazzo Mosca – Musei Civici, luogo dell’identità culturale della città, e al Museo Nazionale Rossini, il nuovo museo dedicato al figlio di un’epoca che ha generato la prima pop star ante litteram: Gioachino Rossini.

Visitabile fino all’11 ottobre, sarà un evento a 360 gradi, una grande rappresentazione della storia italiana recente dal 1958 al 1982: venticinque anni rivoluzionari sotto tutti gli aspetti, sociali, etici ed economici del nostro Paese, raccontati attraverso la Musica, che ha saputo parlarne il linguaggio, descriverne i fatti, respirarne il clima e restituirne le emozioni.

Patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e dalla Regione Marche, oltre che da FIMI, RAI, SCF e SIAE, la mostra è prodotta da Bibibus Events ed è a cura di Gianpaolo Brusini, Giovanni De Luna, Lucio Salvini, con la partecipazione di Fabri Fibra, Marco Tullio Giordana, Vittorio Nocenzi, Giorgio Olmoti e Omar Pedrini, a garantirne il rigore storico/scientifico, l’alta valenza culturale e la forte impronta didattico/educativa.

Racchiusa fra due abbracci, quello di Domenico Modugno sul palco di Sanremo 1958 e quello di Paolo Rossi nella notte di Madrid che nel 1982 laureò l’Italia campione del mondo, la mostra procede cronologicamente a toccare ogni aspetto della vita sociale, del costume, della cronaca, del lavoro e dei cambiamenti nelle convinzioni etiche e morali di quegli anni.

A costante contrappunto, 100 opere musicali italiane, selezionate nel repertorio di quel periodo, costituiscono una chiave di lettura e approfondimento. Un “passo a due” fra musica e società, dove gli stili di vita, le mode, le relazioni interpersonali e perfino le stesse istanze sociali sono influenzati l’uno dall’altra e viceversa.
Una canzone, non meno di un libro o di un dipinto, sa riflettere il momento storico in cui è stata immaginata, scritta e cantata. Non esistono canzonette, infatti, solo canzoni, e sono state trattate per quello che sono: contributi culturali di importanza critica per il passato, il presente e il futuro della nostra società. Nei grandi avvenimenti come in quelli di minor rilievo, la musica narra, descrive, talvolta preconizza e, infine, fissa nella memoria.

Il percorso espositivo è suddiviso in quattordici aree tematiche in grado di coinvolgere tanto chi quegli anni li ha vissuti in prima persona, quanto le generazioni più giovani, in un comune percorso di immersione nella memoria collettiva italiana. Dalla grande immigrazione verso le città del Nord della fine degli anni Cinquanta, sino al disimpegno che ha configurato gli anni Ottanta.

Si parte da Palazzo Mosca – Musei Civici con le sezioni: “Volare” penso che un sogno così non ritorni mai più, “Il Treno del sole” come è bella la città come è viva la città, “Il Boom” il mutare del profilo delle città e delle campagne, “Carosello” l’avvento del consumismo, “Abbronzatissimi” la conquista del tempo libero e delle vacanze di massa, “L’Esercito del Surf” i giovani quale nuovo soggetto sociale e “Pensiero Stupendo” con il lungo cammino dell’emancipazione femminile.

Il percorso prosegue al Museo Nazionale Rossini con le sezioni: “C’era un ragazzo che come me” le rivendicazioni sociali e i movimenti studenteschi, “Contessa” lotte operaie, “La locomotiva” il terrorismo, “Musica ribelle” le radio libere, “La febbre del sabato sera le discoteche, “Splendido Splendente” il riflusso che darà inizio agli edonistici anni ’80 ed infine “il Mundial” la notte che ci cambiò per sempre.

La fruizione musicale in mostra è a più livelli: dall’audio diffuso nelle varie sale, alle opere ascoltabili singolarmente grazie alle più recenti tecnologie, agli speaker direzionali per i filmati d’epoca. I 100 brani scelti, utilizzando un criterio di massima inclusività, da Peppino di Capri a Francesco Guccini, da Patty Pravo a Fabrizio De André, sono in grado di trasmettere, anche a chi non c’era, il senso profondo di quella musica e di quegli anni.

Il repertorio iconografico, a corredo della mostra, proviene in parte dagli inestimabili archivi Publifoto IntesaSanpaolo e in parte dall’archivio storico de il Resto del Carlino, le cui immagini, destinate ai quotidiani, ai rotocalchi e ai settimanali illustrati dell’epoca, restituiscono lo sguardo del fotoreporter di cronaca e la sua grande abilità di rappresentare in modo acuto, profondo e preciso le molteplici realtà italiane

Le opere video provengono dagli archivi delle Teche RAI, oltre che dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, un centro di conservazione, valorizzazione e diffusione del patrimonio audiovisivo prodotto dalle imprese italiane.
L’allestimento della Mostra è a cura della designer Francesca Seminatore, con le installazioni audio-video di Daniele Perrone.
A imperdibile corredo del percorso si affianca per il visitatore il catalogo pubblicato da ELI – La Spiga con foto e un apparato testuale storico-critico dei curatori della mostra, che si pone come un approfondimento affascinante a questa storia unica dell’immaginario degli italiani.

Sorridi è gratis, a Milano la forza del sorriso è in mostra

A Milano è iniziato ufficialmente il countdown all’evento “Sorridi, è gratis!” organizzato dalla Fondazione Opera Don Bosco Onlus di Milano e rientrante nella tanto attesa Civil Week – La Società in movimento: prima settimana italiana dedicata alla cittadinanza attiva che, per la sua prima edizione, si terrà a Milano dal 5 all’8 marzo.

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