Archivio tag: verdicchio

Matelica: la sfida dei bianchi da invecchiamento

“Born to be vintage”: per la sfida dei bianchi da invecchiamento, l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) ha messo in campo i propri titolari di Matelica alla prova del palato di una dozzina di giornalisti della stampa nazionale di settore ospitati dal 10 al 12 settembre in un press tour del Consorzio realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale matelicese. Un percorso a ritroso del suo Verdicchio fino al Millennio precedente, che ha visto protagoniste aziende del territorio decise ad allargare la propria library di vecchie annate. Obiettivi: assecondare le naturali virtù “vintage” del Verdicchio di Matelica, intercettare i palati dell’alta ristorazione e fare così della piccola denominazione marchigiana una delle più longeve creature bianchiste del mondo. In primo piano nel corso dell’evento, le verticali dei Verdicchio simbolo del territorio: il Cambrugiano di Cantine Belisario; il Vigneto Fogliano di Bisci; il Mirum de La Monacesca; il Vertis e lo Jera di Borgo Paglianetto. In degustazione anche i Verdicchio di Matelica delle aziende Collestefano, Gatti Marco, Provima, Lamelia, Casa Lucciola, Colpaola, Gagliardi, Villa Collepere, Maraviglia e Tenuta Piano di Rustano.

Verdicchio d’oro, nell’anno più nero

Nell’anno più nero, volano i bianchi simbolo dei vini marchigiani. Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica chiudono infatti il 2020 con un incremento esponenziale dell’imbottigliato, segnalato da Valoritalia rispettivamente a +36,9% e +14,8%. Un risultato senza precedenti nella storia recente dei 2 prodotti simbolo di una regione sempre più a trazione bianchista, che hanno contribuito a trainare in luce verde (+5%) il dato complessivo sull’imbottigliato di Dop e Igp marchigiane nel difficile contesto socioeconomico dello scorso anno.

“Il Verdicchio – ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni – raccoglie ciò che ha seminato negli ultimi 10 anni: produzioni coerenti con l’altissima qualità del terroir riconosciuta dai critici internazionali, ma anche decine di milioni di euro investiti dai produttori in vigna, cantina e in attività promozionali. E massima attenzione al ritorno sull’investimento, dove – ha misurato Nomisma Wine Monitor – per ogni euro investito in promozione all’estero se ne ricavano 8 in virtù delle vendite. Oggi grazie ai contrassegni di Stato, per le Doc Verdicchio sarà ancora più facile il percorso di crescita, a partire dalla tracciabilità e dalla lotta alla contraffazione per un vino sempre più famoso nel mondo”, ha aggiunto il direttore del maxi-consorzio marchigiano, che conta 652 aziende associate per 16 denominazioni di origine di cui 4 Docg.

Complessivamente, nel 2020 l’imbottigliato del Verdicchio Castelli di Jesi ha sfiorato i 190mila ettolitri tra Doc e Docg, 51mila in più rispetto al 2019. Bene anche l’imbottigliato del Matelica a 19mila ettolitri contro i 16.500 dell’anno precedente. Nell’insieme, rileva Imt, l’export ha tenuto per le 2 denominazioni grazie a un balzo della domanda nel primo quadrimestre 2020, mentre è cresciuto molto il mercato interno in particolare nella seconda parte dell’anno, grazie al riposizionamento delle aziende produttrici, private di un canale naturale come la ristorazione. Crescita della vendita diretta, di quella di prossimità, e-commerce e soprattutto riposizionamento sulla Gdo di alcuni brand di alta qualità sono le 4 mosse vincenti dei produttori, che hanno traghettato il Verdicchio fuori dal pericolo crisi.

Per il 2021, Imt ha messo in campo un programma di azioni promozionali da oltre 3 milioni di euro di investimenti e una campagna globale a forte impatto digital. In primo piano, le risorse Ue dell’Ocm vino per la promozione sui Paesi terzi e i Piani di sviluppo rurale per le azioni in ambito comunitario. Parole d’ordine: strategie di promozione multicanale capaci di oltrepassare le barriere e portare i vini marchigiani in Italia e nel mondo. “Stiamo accelerando molto sul digitale – ha concluso Mazzoni -, il Covid ce lo ha imposto e penso che ci obbligherà a farlo almeno per tutta la prima parte dell’anno. Il piano è definito e sarà presentato la prossima settimana con tutti i soggetti interessati”.

È un Verdicchio il miglior bianco italiano

Jesi – È un Verdicchio il miglior bianco italiano nella top 100 dei più grandi vini del mondo, stilata ogni anno dalla rivista americana Wine Spectator. Dopo il Podium 2014 di Garofoli (selezionato nel 2017), nel 2019 fa il suo ingresso al 72° posto della classifica più ambita del panorama enoico internazionale il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2017 Luzano dell’azienda Marotti Campi, premiato con 90 punti. Per Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt): “Si tratta di un risultato importante, non solo per la singola azienda ma anche per tutta la denominazione, a conferma del fatto che gli investimenti in qualità sono una scelta vincente. Solo per il Verdicchio dei Castelli di Jesi negli ultimi dieci anni è stata contingentata la produzione e rinnovato oltre 1/4 del vigneto. I produttori sono tornati a scommettere sui punti di forza del vitigno, a partire dalla grande struttura e mineralità fino alla forte capacità di invecchiamento e alla versatilità. Scelte queste, che stanno pagando sul piano dell’affermazione qualitativa del prodotto – ha aggiunto Mazzoni – e che non possono prescindere da un impegno anche sul fronte del valore, sull’aspetto commerciale e di marketing, in Italia come all’estero”.

Il Luzano 2017 di Marotti Campi è un vino dai profumi freschi di acacia, ginestra, fiori di campo e camomilla con note di mandorla amara. Asciutto, sapido e minerale al palato, esprime sul finale note fruttate di mela verde e ricordi del sentore mandorlato avvertito al naso.

50anni dalla nascita delle Doc Verdicchio di Matelica e Rosso Conero: esperti da Usa, Singapore, Germania, Canada, Cina

(Vinitaly – Verona, 11 aprile 2017). “Il Rosso Conero è la grande sorpresa di oggi. Se il Verdicchio di Matelica è una conferma, un bianco eccezionale che ha la struttura di un Borgogna e la freschezza di un Riesling, il Rosso Conero è cambiato molto, e in meglio: oggi ha una grande freschezza ed eleganza che vent’anni fa non aveva. Entrambi i vini sono molto riconoscibili per carattere e identità e questo è importante”. È il giudizio di Ian D’agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy e uno dei massimi esperti di vino al mondo, che ha condotto oggi a Vinitaly la degustazione celebrativa dei 50anni dalla nascita delle Doc Verdicchio di Matelica e Rosso Conero, organizzata dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt). Presenti, buyer e giornalisti provenienti da mezzo mondo. Usa, Singapore, Germania, Canada, Cina e ovviamente Italia il panel di esperti che hanno degustato 10 selezionatissimi prodotti delle Doc marchigiane. “E’ un onore sentire certi apprezzamenti da una persona così – ha detto il direttore dell’Imt, Alberto Mazzoni -, e serve anche da sprone per continuare sulla strada della massima qualità, unica via percorribile per i nostri vini”.

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Ritorna a Sefro “La Trota e il Verdicchio”

Sabato 21 e domenica 22 maggio, torna a Sefro la manifestazione “La Trota e il Verdicchio”, tappa del circuito del Gran Tour delle Marche di Tipicità con la collaborazione di Anci Marche.

Una due giorni ricca di eventi nata dal connubio tra la trota, simbolo cittadino essendo Sefro la capitale europea del pesce d’acqua dolce grazie alla presenza dell’azienda troticola Erede Rossi, e il Consorzio del Verdicchio di Matelica. Tra enogastronomia, tradizione e benessere la promozione di una delle realtà più affascinanti delle Marche.

Ruolo di primo piano quest’anno l’avrà, tra gli altri, anche l’Istituto Alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli che già nell’anteprima dell’11 maggio scorso, ha organizzato una giornata di scuola di cucina aperta a tutti i ristoratori sulla preparazione della trota nelle 4 stagioni dell’anno. Durante la due giorni, invece, gli chef dell’Istituto Alberghiero organizzeranno gli aperitivi delle 19 e proporranno, in accordo coi i ristoratori di Sefro, un menu pensato ad hoc e nato dalla collaborazione con alcuni comuni fuori regione.
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L’ISTITUTO MARCHIGIANO DI TUTELA VINI (IMT) A FRITTO MISTO 2016

Dal Vinitaly di Verona al Fritto Misto di Ascoli Piceno. Il

Verdicchio torna a casa per la consueta kermesse marchigiana, in

programma dal prossimo 22 aprile al 1° maggio, ad Ascoli Piceno. La

partnership con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt) porterà, anche

quest’anno, l’autoctono di Jesi e di Matelica nel cuore di un evento che lo

scorso anno ha sfiorato le 100mila presenze. Il Verdicchio e gli altri vini di Imt

saranno presenti negli assaggi liberi presso lo spazio Enoteca ma anche in

occasione di degustazioni e di abbinamenti con i grandi chef che si

alterneranno per tutta la durata dell’evento nell’area Vini e Street Food di

marca. Da non perdere, la verticale di Verdicchio dei Castelli di Jesi

(domenica 24 aprile, ore 18) a cura di Imt e della Fondazione italiana

sommelier e la degustazione di Lacrima di Morro d’Alba (Sabato 30 aprile,

ore 18)

“Rinnoviamo con piacere questa storica partnership – ha detto il direttore di

Imt, Alberto Mazzoni – perché riteniamo che un dono del territorio

marchigiano qual è il Verdicchio non possa perdere il proprio legame con le

proprie radici e la propria gente. Veniamo da un Vinitaly che ha incoronato il

Verdicchio come l’autoctono bianco più conosciuto d’Italia e, secondo

un’indagine Nomisma Wine Monitor, il prodotto marchigiano più conosciuto

del Paese, dopo le olive ascolane e il ciauscolo. Anche per questo è un

nostro dovere esserci e lo faremo con una presenza trasversale, compresa

tra aree dedicate e in abbinamento con le ricette migliori”.

Poste Italiane celebra il Verdicchio delle Marche

Poste Italiane celebra il Verdicchio delle Marche, vino bianco più premiato d’Italia, con un nuovo francobollo dedicato al Verdicchio di Matelica Riserva Docg, all’interno della serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” su 15 vini Docg simbolo dell’enologia italiana. Il francobollo, che sarà emesso sabato 10 ottobre in tutta Italia, verrà presentato nella stessa giornata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), in collaborazione con Poste Italiane e Comune di Matelica alle ore 11,00 presso il Teatro Piermarini di Matelica (Via Umberto I). Per i filatelici e i collezionisti è previsto l’annullo speciale di Poste Italiane nel primo giorno di emissione. Il bollettino illustrativo dell’emissione sarà firmato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.
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